De Rossi: “L’addio alla Roma è stato devastante, lì mi sono ritirato realmente. Futuro? Farò l’allenatore”

| 11/02/2020 10:15

De Rossi torna sull’addio alla Roma | L’addio di Daniele De Rossi alla Roma, un annno dopo quello di Francesco Totti, ha lasciato un segno indelebile nel calcio italiano. L’ex numero 16 giallorosso ha, però, continuato a giocare per qualche mese. L’esperienza al Boca Juniors, in Argentina, è stata l’ultima della sua carriera, prima del definitivo addio al calcio giocato. Daniele De Rossi, ha rilasciato un’intervista a GQ e l’edizione odierna di Repubblica ne ha riportato i passaggi più importanti.

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De Rossi: “L’addio alla Roma è stato il vero ritiro”

L’ex capitano della Roma ha ricordato i momenti immediatamente precedenti l’addio alla Roma e quelli successivi, fatti di angoscia ed emozione.

“Al Boca Juniors sono stato molto felice, ho vissuto momenti intensi. L’addio non è stato difficile quanto quello di Roma. E’ a Trigoria che ho sentito l’addio definitivo al calcio. Usendo dalla mia camera per andare al pullman, ho pensato “è l’ultima volta che chiudi questa porta”, e lì mi è parso di tremare. Per me è stato devastante. Avevo tante offerte dalla Serie A dopo la Roma ma non ho voluto accettare perché mi sembrava di “sporcare” una storia intensa con la Roma. Ho 36 anni, il fisico è logoro, di soldi ne ho abbastanza”.

Rapporto con Totti?Abbiamo giocato 20 anni insieme, ci siamo divertiti, abbracciati e abbiamo anche litigato. L’anno scorso è capitato di non parlarci per un mese. Poi tutto finia sempre con risate. Il suo addio è stato un incubo per me. Ho vissuto male quel momento e ho sperato di non fare la stessa cosa“.

Futuro da allenatore o da dirigente giallorosso?

“Il mio addio al Boca è coincisa con la trattativa della cessione della Roma e molti hanno pensato che avessi un accordo con Friedkin ma non è così. Non ho mai sentito nessuno e non sto nemmeno aspettando di tornare con il cavallo bianco a Trigoria”.

Allenatore della Roma in futuro? “Nel settore giovanile c’è mio padre, i rapporti col club comunque non li ho persi, perché al termine del corso che intendo fare potrò allenare in terza serie oppure una Primavera, vediamo. Ma devi prima saper dimostrare di allenare per poi fare il salto e andare in Prima Squadra. Con tre sconfitte consecutive la gente non perdona e si dimenticherebbe anche che sono stato Capitan Futuro per tanti anni. Modelli? Luis Enrique e Antonio Conte: in Nazionale mi ha stregato”.

Italia? “Non c’è nulla. Il rapporto con Mancini è ottimo. Tempo fa parlammo e c’è una porta socchiusa per me in Nazionale”.


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