Razzismo nel Calcio, lo sfogo di Boateng: “Non cambia mai nulla”

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Razzismo nel Calcio, lo sfogo di Boateng

Razzismo Calcio Boateng | “Non mi basta che dopo gli insulti a Balotelli venga impedito l’accesso a una parte di tifosi. Io spero sempre in comportamenti positivi e mi auguro che il pubblico qualcosa abbia imparato e non replichi più certi atteggiamenti”. Così Kevin Prince Boateng, attaccante della Fiorentina, in vista della prossima gara di campionato che vedrà i viola impegnati a Verona, dove doveva essere chiuso un settore dello stadio per i cori razzisti. Gennaio 2013, le immagini del pallone da lei calciato verso la curva della Pro Patria fanno il giro del mondo. Ma non sembra cambiato molto. “Nulla, la situazione è peggiorata. All’epoca giocavamo un’amichevole – ricorda Boateng al Corriere della Sera – ora un comportamento del genere si dovrebbe ripetere se necessario in una gara di campionato. Rispetto ad allora girano ancora più soldi e sempre più bambini ci osservano. Occorrono misure più drastiche”

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Boateng propone “la squalifica del campo. Le società devono pagare per il comportamento dei loro tifosi” Quindi l’annuncio di una sua personale iniziativa. “Nel 2020 ci penso io. Sto organizzando una task force mia con eventi, coinvolgendo altri calciatori. Sono stufo – dice Boateng – la gente non capisce come si sentono Balotelli, Boateng o Koulibaly quando tornano a casa. Noi siamo soli. Divento pazzo quando sento commenti del tipo ‘tanto guadagni 5 milioni’, addosso restano cicatrici che non si possono cancellare”. L’attaccante ghanese ma nato e cresciuto in Germania vive da diversi anni in Italia, dove il fenomeno “nel quotidiano è nascosto. È più semplice farsi scudo dietro venti persone allo stadio o scrivermi sui social ‘negro di m…’ perché ho sbagliato un gol. Troppo facile offendere dietro un cellulare. Spesso poi le offese sono frutto solo di ignoranza, per questo auspico che vengano introdotte a scuola più ore di educazione civica per combattere ogni forma di discriminazione”.