Materazzi incorona Conte: “E’ simile a Mou, ma dovrà farsi amare”

Notizie Inter, Materazzi su Conte: “E’ simile a Mou, ma dovrà farsi amare”

Marco Materazzi, ex difensore di Inter e Nazionale, ha parlato nel corso di un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Sono giusto 13 anni dall’espulsione contro l’Australia in quell’ottavo del Mondiale poi deciso da Totti al 95’.

«Gli devo gratitudine eterna, se fossimo uscitimi avreste linciato. Rosso assurdo, Bresciano non l’avevo nemmeno preso. In compenso però avevo abbattuto Zambrotta…».

A proposito di azzurro, un’estate piena di belle prestazioni delle nostre nazionali.

«Ora tifiamo per le donne, il cui mondo è cambiato negli ultimi anni, con federazioni che spingono il movimento e grandi squadre presenti nei vari campionati europei. Spero che le azzurre possano svecchiare le foto a Coverciano, affiancando la nostra in cui festeggiamo a Berlino. In generale si è deciso di ripartire dal bel gioco e dai giovani. Che però devono avere l’atteggiamento giusto».

Ogni riferimento a Moise Kean e a Nicolò Zaniolo è puramente casuale?

«Intanto mi ha stupito Gigi (Di Biagio, ndr) quando ha detto che era la decima volta che sgarravano. Andavano presi alla seconda e messi in riga. Ma sono due bravi ragazzi e faranno tesoro di questi errori».

Daniele De Rossi e Rino Gattuso?

«Per essere presente all’ultima di Daniele ho “tradito” l’Inter, che in contemporanea si giocava la Champions in quella folle gara contro l’Empoli. Credo che per gente così basti la parola dignità: sono dei grandissimi che per amore della loro squadra hanno fatto scelte difficili. Dimostrando senso di appartenenza e rispetto verso i tifosi».

Materazzi parla dell’Inter di Conte

Inter in Champions e con Antonio Conte.

«Conte ha una grandissima occasione: quella di farsi amare sportivamente dopo che è stato odiato visto il suo passato, oltre a farsi odiare dagli juventini. Ne ha i mezzi, perché è in un club importante, con una storia da rispettare, ha una grandissima società alle spalle, un’ottima squadra che porta 70mila persone allo stadio ogni partita. Ovunque è andato, ha dimostrato di tirar fuori il 100% per chi lavora per il proprio club. In questo è simile a Mou. Anche se sono due profili totalmente diversi: uno che è stato amato dalla gente, l’altro che deve farsi amare»