Capello su Sarri alla Juve: “Quando comincerà a vincere tutti dimenticheranno il passato”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:15

Capello su Sarri alla Juve: “Quando comincerà a vincere tutti dimenticheranno il passato”

Juventus news | Fabio Capello, ex tecnico della Juventus, ha parlato nel corso di un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport:

Le parole di Capello

«Contestazioni vergognose ad un grande allenatore come Ancelotti. So che anche Conte è stato criticato per il passaggio all’Inter, ma chi dice cose del genere andrebbe ignorato. Gli allenatori sono professionisti. Se poi invece fare il tifo diventa un business, è ovvio che ci sia un problema. Comunque, poi quando cominciammo a vincere, le cose andarono a posto, anche perché io rispetto a Sarri avevo una corsia privilegiata: ero stato in bianconero da calciatore e quindi conoscevo la loro mentalità».

Spieghiamola anche a Sarri. «Facile: se vinci, hai fatto solo il tuo. Non deve pensare ai tifosi né fare nulla per ingraziarseli. basterà fare bene. Adesso, dopo il filotto degli scudetti, con lui vogliono fare qualcosa di più. Spendendo tanto per vincere la Champions, hanno alzato l’asticella, senza contare che due volte in finale sono arrivati». 3Questione tuta:

Sarri ha il giusto stile Juve? «Sono stupidaggini. magari la tuta è una scaramanzia. Ce l’avevo anche io. Uscivo dallo spogliatoio sempre dietro un calciatore che aveva un certo numero di maglia, ma non mi chieda quale perché non glielo dico. La politica è fuori dal calcio, non c’entra niente».

Si era detto che Sarri non era andato al Milan di Berlusconi proprio per le sue idee. «Sciocchezze. Lessi una intervista a Sacchi che raccontava come una volta lui andava in giro con “L’Unità” e “Il Manifesto”. Mi creda, ci sono persone che non meritano niente sia a destra che a sinistra».

È strano che la Juve sia rimasta un mese senza tecnico? «Per niente. Avevano le idee chiare fin dall’inizio. Forse un pensierino su Guardiola ce l’avevano fatto, ma era Sarri il loro obiettivo. L’importante però è ricordare che i contratti lunghi sono solo una tutela economica per l’allenatore, perché alla Juve non ti danno anni per vincere»

È una rosa adatta a Sarri? «I bravi allenatori sanno mettere al posto giusto i giocatori che hanno a disposizione. Mi dia retta, la Premier League è il top del top; solo Barcellona  e Real Madrid possono essere al loro livello. Per questo Maurizio è andato a Londra da insegnante delle superiori e torna in Italia da professore universitario. Il suo Chelsea non giocava il 4-4-3 del Napoli, si è saputo adattare a situazioni nuove. Hazard, ad esempio, faceva cose diverse».

Lei come vedrebbe una coppia Cristiano Ronaldo-Icardi? «Alt. Non parlo di mercato. Dico solo che la Juve ha in rosa Higuain. Si ricorda quando Sarri a Londra diceva: “Ci serve un uomo che chiuda la manovra”? Non aggiungo altro».

Dybala? «Non parlo di singoli. Dybala è un grande calciatore, così come Emre CaneBentancur che mi piacciono molto. E Ramsey: proprio un bell’acquisto».

Su quale reparto dovrebbe investire di più la Juve? «Servirebbe un grande centrale difensivo, che in prospettiva possa essere l’erede di Chiellini. Il più adatto sarebbe Manolas, ma non entro nelle loro strategie. In ogni caso bisogna saper fare il vino con l’uva a disposizione, e con i giocatori della Juve viene fuori champagne. Anzi, meglio parlare di prodotti italiani: un gran spumante ecru».