Il Presidente Conte: “Zeman il mio modello di calcio”

Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio, ha parlato nel corso di un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport:

Le parole di Conte a Gazzetta

Nella gerarchia dei suoi sport, chi comanda? «Metterei il calcio al primo posto, ma quando ho tempo seguo anche il tennis, l’atletica, la boxe, il rugby e altri ancora».

Lei non è romano, quando è sbocciato il tifo per la Roma? «Molto lentamente. Mi trasferii a Roma per gli studi universitari, mai primi anni rimasi tiepido rispetto alle squadre romane. Mi portavo appresso il tifo per il Foggia dell’epopea zemaniana e ancora conservavo il ricordo della Fiorentina di Antognoni».

Perché proprio Antognoni? «Mi piaceva il suo modo di stare in campo, a testa alta, la sua visione di gioco, quei suoi lanci lunghi».

Prima partita allo stadio? «A tifare per il Foggia, allo “Zaccheria”, con mio padre».

Che Foggia ricorda? «Il Foggia di Pirazzini, capitano che coordinava la difesa da vecchio libero. Ma ricordo ancora di più la fabbrica di gol di Zemanlandia. Con lui il Foggia andò in A. Era la squadra di Baiano, Rambaudi, Signori. Durante la settimana vedevo pure qualche allenamento: i gradoni, ma anche quei tocchi di prima, chi sbagliava fuori, la palla scottava. E in mezzo al campo, Zeman e la sua flemma».

E a calcio ci ha mai giocato? «Per molti anni, sempre a livello amatoriale. Poi è iniziato il periodo delle rotture dei legamenti, dei menischi e ho dovuto smettere. Ma ancora adesso quando mi è possibile gioco volentieri qualche partita per tenermi in forma».

C’è uno «stare in campo» anche in politica. Un premier in che ruolo gioca? O forse si tratta di un allenatore… «Né allenatore, né arbitro, come qualcuno a volte ha provato a definirmi. Io scendo in campo tutti i giorni. Insieme a Di Maio e a Salvini formiamo un bel tridente d’attacco».