Il caso plusvalenze ha visto nel passaggio di Sturaro dalla Juventus al Genoa un caso emblematico: ma il centrocampista si difende

Sturaro plusvalenze Genoa Juventus | Assieme a quello di Audero, è forse il trasferimento simbolo della nuova finanza del calcio: operazioni formalmente e legalmente corrette, il cui valore costituisce premessa per eventuali rapporti o conseguenza di trattative passate. In apparenza nulla da ridire, in pratica il rischio concreto che tale finanza creativa costituisca una bolla come quella che nei primi anni 2000 ha fatto fallire società come Parma o portato a gravi conseguenze come nel caso della Lazio.

Le parole di Sturaro sul caso plusvalenze

Nei giorni in cui il direttore sportivo del Genoa Mario Donatelli si trincera dietro un silenzio interrogato da calcionapoli24 sull’argomento, a prendere la parola è proprio il protagonista Sturaro: Se valgo 18 milioni? I soldi sono relativi, non li ho spesi io: non è una domanda che dovete fare a me. Cercherò sul campo e fuori di dare una motivazione al Presidente per aver speso bene questi soldi, poi da fuori uno può dire quello che vuole. Fa parte del mestiere, siamo abituati anche a questo”, ha dichiarato a Sky Sport.

Un passaggio al Genoa che stando alle parole del centrocampista non costituisce un passo indietro: “Ero in un momento della mia carriera dove non giocavo molto per motivi fisici, ripartire da una piazza che conosco bene come Genova è stata la scelta migliore. Qui si provano emozioni speciali, credo sia questa la forza del club. Dopo aver vinto la Juventus, ho visto persone che mi hanno ringraziato piangendo”.