Milan, l’ex dirigente Gandini svela: “Il segreto è Gattuso”

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Umberto Gandini, per 20 anni direttore esecutivo del Milan, ha parlato nel corso di un’intervista concessa a Tuttosport:

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Le parole dell’ex dirigente

«I derby sono sempre particolari, difficile definirlo. Un girone fa, probabilmente, nessuno avrebbe immaginato che le parti si potessero ribaltare, anche per il modo in cui era arrivata la vittoria dell’Inter. Il Milan ha trovato un gioco senza fronzoli e vince le partite che deve vincere. I nerazzurri hanno avuto un’involuzione nei risultati e ha avuto qualche problema di troppo a livello esterno. È la classica partita da tripla».

Gattuso sarà in panchina domenica. Sarebbe stato un peccato se fosse stato squalificato per una partita così?

«E’ giusto che le due squadre abbiano la possibilità di giocarsi la partita al pieno delle loro forze. Il fatto che Rino sia al suo posto rende completa la cosa, anche se devo dire che Gigi Riccio è un ottimo assistente e ha gestito bene la partita sia sabato sia contro il Genoa».

Si parla molto di un nuovo stadio: le si stringerebbe il cuore se il derby si giocasse in un nuovo impianto?

«Francamente no. San Siro è un posto iconico del calcio, ma non si può rimanere ancorati alle tradizioni quando c’è uno sviluppo inderogabile che ti aspetta. Io sono un assoluto fautore di un nuovo San Siro, il più vicino possibile all’attuale, ma sono per il progresso».

Via Higuain, dentro Piatek: sembra proprio che sia cambiata la musica.

«L’esperimento Higuain non è andato bene per entrambi, sia per come è strutturata la squadra sia per come si è posto lui. Di Piatek non si sapeva nulla fino a questa estate, quando Preziosi lo ha preso con una grande intuizione. Il giocatore è estremamente essenziale, ma mi ha stupito la sua verticalità. Non pensavo fosse così decisivo e determinante, ma è nato per andare in porta. E tutti i suoi movimenti sono finalizzati a fare al gol. Gli auguro di continuare così a lungo».

Ce lo metterebbe un euro sul gol al suo primo derby di Milano?

«E’ certamente in grado di farlo».

In cosa è cambiato di più il Milan nell’ultimo periodo?

«Oltre agli arrivi di Piatek e Paquetà, è cresciuta la squadra. Ci sono state le maturazioni di Bakayoko e Romagnoli. È cresciuta per il rientro di Biglia, che dà possibilità di scelta in mezzo al campo. Ma è diventata squadra, perché Rino è stato molto bravo nei momenti di difficoltà, dove ha trovato la disponibilità dei suoi giocatori».