Atletico Madrid – Juventus, i voti della Gazzetta: Ronaldo e Allegri massacrati, Szczesny il migliore

| 21/02/2019 07:30

Atletico Madrid – Juventus, i voti della Gazzetta: Ronaldo e Allegri massacrati, Szczesny il migliore

Atletico Madrid Juventus i voti della Gazzetta Dello Sport| Il match di ieri sera tra Atletico Madrid e Juventus ha regalato grandi emozioni. Senza troppi indugi, come di consueto, vi proponiamo le pagelle e i voti della Gazzetta Dello Sport.

GLI ALLENATORI

Atletico Madrid – Simeone, 7: “Sacchi di sabbia davanti a Oblak, Diego Costa pivot smistatore, Griezmann mestatore tra le linee. L’Atletico è una squadra di bastardi senza gloria e Simeone ne è il «degno» condottiero, gestacci inclusi”.

Juventus – Allegri, 4: “Ha la grande attenuante della perdita di Khedira, il tedesco sarebbe servito come il pane. Per il resto una Waterloo di gioco e di atteggiamento. Juventus imbrigliata, vuota di idee, ammaliata dall’Atletico”.

page5image63717952I MIGLIORI

Atletico Madrid – Godin, 7.5: “Se Godin è ancora questo, un muro che tutto rimbalza e un attaccante aggiunto, l’Inter e Marotta hanno fatto un affarone. Difensore vecchia maniera, genere in cui una volta gli specializzati eravamo noi”.

Juventus – Szczesny, 6.5: “Acrobatico sulla punizione di Griezmann e strepitoso sul pallonetto del Piccolo Diavolo con la deviazione sulla traversa. Finché ha potuto ha tenuto artificialmente in vita la Juve, poi si è arreso anche lui”.

I PEGGIORI

Atletico Madrid – Diego Costa, 6: “L’Atletico si appoggia a lui ogni tre per due e lui ricambia con le sponde. Costa però si fa ammonire in modo stupido – diffidato, salterà il ritorno – e si divora un gol con una zappata indecente”.

Juventus – Cristiano Ronaldo, 4.5: “Troppo facile prendersela con De Sciglio o Bentancur. Oggi alla casella del peggiore è giusto imbustare Ronaldo. È stato preso per creare differenze, qui è sembrato uno come tanti. Soltanto una punizione. Defilato”.

Le altre pagelle dell’Atletico Madrid

OBLAK, 7: “Si libra sulla punizione di Ronaldo e sulla botta di Bernardeschi. Il portiere perfetto per una squadra che vive di difese estreme e ripartenze ardite”.

RODRIGO, 6.5: “Una specie di coltellino svizzero del centrocampo «cholista», sbriga le due fasi con essenzialità. È destinato a crescere, a diventare qualcuno”.

GRIEZMANN, 7: “Gli manca il gol perché incoccia due volte in un grande Szczesny, ma la sua capacità di sparire, riapparire e pungere spalanca portoni e orizzonti”.

 LEMAR, 6: “Curioso che un tipo così giochi nell’Atletico. Il suo calcio con le bollicine sembra incompatibile con i «choleros», ma forse Simeone lo raddrizzerà”.

JUANFRAN, 7: “Con l’aiuto del pubblico spinge Ronaldo ai margini del match, lo accompagna verso la linea laterale, come un terzino di antico stampo e mestiere”.

SAUL, 6: “Il problema è l’idea e l’immagine che ci siamo fatti di lui. Saul è un mezzo fenomeno, un giocatore bello da vedere, ma qui più che altro si sacrifica”.

MORATA, 6.5: “Impatta subito sulla partita. È meno visibile di Diego Costa, ma vede di più la porta. Un gol glielo annullano, un altro contribuisce a disegnarlo”.

CORREA, 6: “Alza un po’ il livello. Griezmann, con lui e Morata, trova interlocutori piùraffinati di Diego Costa, tutto forza e muscolatura”.

GIMENEZ, 7: “Non è casuale cheigolli segnino i due centrali, perchélì, davanti a Oblak, si sostanzia l’anima di ferro dell’Atletico. Respingente, urticante”.

FILIPE LUIS, 6.5: “Gli esterni bassi dell’Atletico hanno licenza di crossare, a patto che alle loro spalle ci siano reti di protezione. Filipe avoltevae scodella palloni”.

KOKE, 6.5: “Reduce da problemi fisici, tesse la tela sulla sinistra senza strappi nécedimenti, con regolarità. La genialata nella ripresa, con l’imbeccata per Griezmann”.

PARTEY, 6: “«Cholista» di centrocampo, dedicato a rottura o spezzettamento della manovra altrui. La creatività non è la sua missione. L’importante è coprire”.

Le altre pagelle della Juventus

DE SCIGLIO, 4.5: “Fuori area il suo fallo su Diego Costa, in fuorigioco Costa su un altro suo errore. De Sciglio più fuori che dentro la gara. L’orco Costa lo terrorizza”.

BONUCCI, 5: “Va di fioretto, la sua arma, ma all’inferno la pulizia non paga. Servirebbe piùcattiveria, piùintensità di carattere. Travolto come tutti. Materassato”.

CHIELLINI, 5.5: “Va a prendere Costa dove serve e applica la tariffa dell’occhio per occhio. Brutto l’errore da cui nasce l’occasionissima dello stesso Costa. Confuso alla fine”.

ALEX SANDRO, 5: “Si annulla abbastanza su Saul, quasi ci gioca a nascondino. Quando tenta di forzare la serratura madridista viene rimbalzato. Ininfluente”.

BENTANCUR, 4.5: “Sta davanti a De Sciglio, piùall’interno, e non ci vuole un’aquila per capire che su questa catena la Juve ansima. Bentancur girovagante, dispersivo”.

MATUIDI, 5: “Deluso chi si aspettava i suoi inserimenti, ma l’Atletico è un «caveau», difficile scassinarlo. Si dedica alla ramazza, ma spazza fino a un certo punto”.

MANDZUKIC, 4.5: “Trova avversari della sua risma, guerrieri di strada. Gimenez e Godin gli praticano l’anestesia. Spirito guerriero ai minimi. Confusionario nella sua area”.

BERNARDESCHI, 6.5: “Il suo tiro su tocco di Ronaldo è un lampo, un sussulto, ma Oblak vola a deviare. Col senno di poi, perché non osare un 4-2-3-1 con la qualità di Berna?”.

PJANIC, 5.5: “Ha passato la notte preda della febbre e non gli si può chiedere di più. Pjanic oscurato, ma davanti al bunker Atletico sarebbe dura anche per Pirlo”.

DYBALA, 5: “Per un po’ smuove le acque. Si insinua, si infila, cerca di aprire varchi nella jungla «colchonera», ma non trova l’acuto e finisce per consumarsi, intristirsi”.

EMRE CAN, 5: “Presenza impalpabile. L’uscita di Pjanic mette a nudo la mediocrità della mediana juventina, almeno fino all’ingresso di Bernardeschi”.

CANCELO, S.V: “Per vincere ci vuole personalitàe Cancelo ne ha da vendere, ma Allegri lo scongela soltanto agli sgoccioli, quando il latte è versato”.

 


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