Vieri: “Piatek? Mi piace molto, ha tanta fame e ti fa sempre male”

Bobo Vieri, sulle pagine della Gazzetta dello Sport, ha parlato a tutto campo dei temi principali del campionato, soffermandosi sulla crisi dell’Inter e sulla rivelazione Atalanta. L’intervista però comincia dalla domanda su Piatek, che ha avuto un impatto pazzesco con la Serie A: “In pochi giorni ha dato dimostrazione di voglia, forza, fame. Mi piace molto, va in profondità, spacca la linea difensiva avversaria, fa reparto da solo. E’ uno che ti fa male, sempre. Il Milan ha due grandi centravanti, Piatek e Cutrone sono il top. Davanti ci vuole gente che va a fare la guerra, pronta in ogni momento alla battaglia”.

Sulla corsa Champions: “E’ molto aperta, Juve e Napoli sono irraggiungibili, gli altri due posti credo che se li giocheranno fino in fondo Inter, Milan, Lazio e Roma”. Manca l’Atalanta: “Grande a prescindere, è devastante. Conosco bene quell’ambiente, non mi sorprendono certi risultati. Fanno un calcio vero, favoriscono la crescita dei giovani, rianimano anche qualche vecchietto. Ruggeri per 20 anni e oggi Percassi: è una lunga storia di efficienza ai massimi livelli nonostante un budget ridotto”.

Il merito è anche di Gasperini: “È il miglior allenatore in Europa per i giovani. Nessuno come lui sa esaltare i talenti, fisicamente e tatticamente. E poi è molto bravo a inserire qualche giocatore più esperto, magari scartato da altre parti. Lavora molto sul fisico, le sue squadre vanno a mille all’ora. Ordine, forza, velocità e intensità: l’Atalanta ha una mentalità internazionale, ha gioco e ritmo europei”. E l’esplosione di Zapata: “Non sono sorpreso, non riesco a capire perché le grandi squadre non abbiano mai messo seriamente gli occhi su questo armadio. È eccezionale, forte, a tratti immarcabile. D’altronde lo dico da tempo: in giro c’è ancora troppa gente nei posti chiave che non capisce nulla di calcio”.

Sul momento dell’Inter: “E’ comunque è ancora terza. In questo anno e mezzo con Spalletti, l’Inter è cresciuta in maniera positiva ed è più solida rispetto agli ultimi anni. Il tecnico ha grande esperienza, sa gestire lo spogliatoio, è uno che in generale migliora la squadra. Purtroppo in Italia si pensa che Inter e Milan debbano sempre puntare allo scudetto. In questi ultimi anni non è così, non sono attrezzate per impensierire la Juventus. L’Inter sta costruendo un futuro importante, anche dal punto di vista societario. Non dimentichiamoci che hanno cambiato proprietà due volte dopo Moratti, e Suning è qui da appena due anni e mezzo. Ci vuole tempo, ma in Italia non lo concedono”.

Cosa serve ancora: “Intanto l’Inter è tornata in Champions e secondo me è stato un buonissimo cammino considerato il girone. Credo che in un paio di anni possa colmare gran parte dell’attuale differenza. Certo, ora bisogna inserire tre quattro giocatori di spessore, gente con una bacheca già importante. E in questo senso Godin sarebbe un innesto perfetto».

A proposito di Godin, siamo vicini ad Atletico Madrid-Juventus: “Grande affetto per entrambi i miei ex club. In bianconero sono rimasto un solo anno ma è nato il vero Vieri. Mi hanno introdotto nel grande calcio, ho appreso da campioni eccezionali, mi hanno fatto capire cosa servisse per affermarsi e confermarsi a certi livelli. In una stagione (1996-97) abbiamo vinto Intercontinentale, Supercoppa europea e scudetto”.