Milan: guai con il FPF finanziario, ecco la sanzione

| 19/11/2018 09:00

Notizie Milan: gui con il FPF finanziario, ecco la sanzione che si aspettano i rossoneri

Ultime Milan, la partita più importante si gioca in Svizzera. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, Nyon non evoca buoni ricordi.

Il 19 giugno scorso la delegazione rossonera uscì sconfitta dal palazzo a vetri della Uefa.Milan Ivan Gazidis Arsenal

Erano altri tempi, il triste canto del cigno della gestione cinese stava facendo il suo corso. In cinque mesi è cambiato tutto: ora c’è una proprietà credibile, e soprattutto in mezzo c’è stata la sentenza favorevole di Losanna.

La Uefa analizzerà lo strano caso di una squadra prima esclusa dall’Europa e poi riammessa dal Tas (nelle motivazioni il Milan recupera «credibilità» grazie anche a un teste della controparte, che ha ammesso di essersi sbagliato). Nessuno contesta il fatto che il Milan abbia violato il Fair play finanziario neltriennio 2014-17, l’ha ribadito il presidente Paolo Scaroni.

Tuttavia la Camera giudicante ora dovrà iniziare l’iter che porti a una sanzione «proporzionata» all’infrazione, come le è stato chiesto dal Tas. La pena dovrebbe essere quantificata entro la fine dell’anno, in modo da indicare anche i margini di manovra nel mercato invernale.

Il voluntary agreement, cioè l’accettazione da parte della Uefa di un percorso virtuoso e di rientro che solo proprietà nuove e solide (come Elliott) hanno licenza di presentare, è meno probabile rispetto ad altre sanzioni tra cui – per esempio –una multa rateizzabile (o una sanzione simile a quella dell’Inter).

Milan news: cosa spera il Diavolo

Per questa ragione, premi e ricavi dell’attuale Europa League sono congelati a Nyon e non trasferibili a bilancio. Nel piano di rientro sarà invece possibile inserire i ricavi che il Milan si augura di raccogliere anche grazie al nuovo a.d. Gazidis.

I rossoneri sperano di mettere a bilancio anche una Champions da conquistare sul campo. C’è anche un binario intermedio: il Milan potrà chiedere all’Uefa di attivare la contestazione fra qualche anno, quando avrà strutturato i propri vertici e realizzato il business plan.


Continua a leggere