Futre: “L’Italia non alleva più numeri 10. La colpa è dei dirigenti, cos’hanno combinato in questi anni?!”

| 17/11/2018 17:30

Futre: “L’Italia non alleva più numeri 10. La colpa è dei dirigenti, cos’hanno combinato in questi anni?!”

Paulo Futre, ex calciatore portoghese, ha parlato ai microfoni de La Repubblica. Ecco le sue dichiarazioni:

Sull’Italia: “Nell’82 io tifavo per l’Italia al Mondiale! Avevo 16 anni, ero innamorato di Bruno Conti, m’immaginavo con lui nella Roma. Per la mia generazione, la Serie A era “il” sogno. Perciò accettavi anche la provincia, oggi non sarebbe possibile. Il Mondiale senza gli azzurri è stata una tragedia non solo per voi, ma per chiunque ami il calcio. Con tutto il rispetto per la Svezia, come si fa a giocare uno spareggio con De Rossi e Insigne in panchina? Avete avuto Giannini e Baggio, Totti e Del Piero, ora non allevate numeri 10. I vostri dirigenti dovrebbero domandarsi cos’hanno combinato in questi anni. La mia impressione è che la sentenza Bosman abbia fatto del male all’Italia più che agli altri Paesi”.

Ultime Milan SilvaSu André Silva:“È fortissimo, per il senso del gol e per i movimenti che fa fuori dall’area. Si è risollevato a Siviglia, forse è arrivato al Milan in una fase sbagliata del club”.

Se c’è qualcuno come lui: “Sono stato uno dei migliori della mia generazione, ma sono sicuro che c’è qualcuno simile a me. In Portogallo credo che Bernardo Silva sia un mancino incredibile. Qui dicono che lui sia il quarto grande mancino della storia del Portogallo. Il primo è stato António Simões, che ha reso grande il Benfica insieme a Eusebio. Dopo c’è Fernando Chalana. Poi ci sono io e adesso c’è Bernardo”.


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