Gennaro Gattuso, allenatore del Milan, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara contro la Juventus

Gattuso Milan | Il tecnico rossonero ha esordito in conferenza stampa alla vigilia della gara contro la Juventus cominciando con l’elogio degli avversari: Assenza di Buffon? Non c’ho pensato. La Juventus è da 7 anni che vince ma questa è la migliore. Lo vedete col Manchester, che deve giocare al massimo del suo potenziale. Col Barcellona è la squadra più forte del momento. Danno l’impressione di non sudare nemmeno. Siamo consapevoli che hanno qualcosa in più di noi, ma noi a testa alta. Abbiamo qualche infortunato ma non piangiamo. Con tutti i campioni che hanno non ho pensato a Buffon”.

Non dobbiamo avere nessuna preoccupazione, metteremo la squadra migliore in campo, rispettandolo, facendo la nostra partita, è vero che stiamo avendo infortuni un po’ strani. Guardate Musacchio come si è fatto male, vero che Kessie è pesante, però è strano”.

Higuain? L’ho visto poco, siamo stati in Spagna, lui è rimasto qua. Per il carattere che ha, gli consiglio di giocare tranquillo, è uno che s’innervosisce facilmente e in queste partite è importante giocare tranquilli. È un campione, non è al massimo, ma se la deve godere ed impegnarsi.

Mercato? Chiedete a Leonardo, per il rispetto che ho verso i giocatori, per quello che mi stanno dando, non voglio dirlo. Io questa estate ero l’ultimo o il penultimo a sapere quello che succede. Qualcosa faremo a gennaio, ma io sono qui per concentrarmi sull’allenare la mia rosa. 

Mourinho? Io ho fatto di peggio, figurati se posso parlare. Ognuno ha un carattere, sono d’accordo con Spalletti, il leone quando dorme bisogna farlo dormire. Sentire le offese per 90 minuti, che tua mamma è una buona donna non è il massimo. 

Allegri? La Juve sembra un circo, a 3, a 4, a 5, io ho ancora negli occhi la finale di Coppa Italia, non attraversavano un grandissimo periodo ed invece ci hanno schiacciato, tante volte è difficile parlare di questa Juve. Max era un bambino ed era capitano della mia squadra, nelle discussioni che abbiamo avuto dopo non c’era mai rancore. Quando giocava non si arrabbiava mai, ora riesce ad arrabbiarsi un po’ di più. Non a caso stiamo spesso a telefono un’ora, si parla di calcio, per me è un orgoglio”.