Inter-Barcellona, i voti de La Gazzetta Dello Sport

Inter Barcellona Voti Gazzetta/ Come ogni mattina conseguente ai grandi match, ecco i voti e le pagelle rilasciati dalla Gazzetta Dello Sport nell’edizione odierna del quotidiano. Iniziamo con il match di San Siro che ha visto mettersi a confronto l’Inter di Luciano Spalletti e il Barcellona di Ernesto Valverde. Un 1-1 che sta stretto ai catalani e che va benissimo alla compagine nerazzurra.

Questi i voti della Gazzetta Dello Sport

I MIGLIORI

Inter – Handanovic, 7.5: “All’andata nove parate, ieri almeno sette, con un doppio no a Coutinho e Dembélé e un paio di miracoli, su un lampo di Suarez e su Rakitic. San Samir è così, l’istinto non lo tradisce. Ma il primo clean sheet di Champions sfuma ancora”.

Barcellona – Busquets, 7.5: “Scegliamo lui come migliore in quanto simbolo del centrocampo del Barça. Lui è il Signor centrocampo: diga e catapulta, è ovunque.
Cuce, accorcia, quando serve morde, soprattutto esce – anche molto alto – su Brozovic”.

I PEGGIORI 

Inter – Nainggolan, 5: “Piuttosto che una cattiveria contagiosa, in faccia gli si è letto che non stava ancora bene. Voluto per notti così, non è stata la sua notte: mai
un’accelerazione, un cambio ritmo, un pressing chiamato, un morso. Neanche più alto nel 4-2-3-1″.

Barcellona – Sergi Roberto, 5: “Si capisce presto che è il teorico (solo perché
Perisic non lo attacca abbastanza) lato debole: lo diventa anche nella pratica quando, dopo
aver stretto in mezzo, prima lascia troppo spazio a Icardi e poi si fa aggirare”.

GLI ALLENATORI

Inter – Spalletti, 6.5: “Aveva predicato corsa in avanti, «e nel caso, girare
il c… e tornare». Ecco: l’Inter ha dovuto girarlo spesso, per la sua autostima. Rischiare Nainggolan non paga, ma pagano Lautaro e l’anima: un altro gol segnato nel finale, non per caso.

Barcellona – Valverde, 6.5: “Sfuma in extremis la 5ª vittoria su cinque senza Messi ma non, a parte il solito episodio di vulnerabilità nel finale, l’immagine di squadra orchestra:
solida senza indugiare nel difensivismo, perché togliergli la palla è un’impresa”.