Mario Sconcerti presenta il prossimo turno di Champions League

Mario Sconcerti, storica firma del Corriere Della Sera, ha esaminato ai microfoni di Calciomercato.com il momento delle italiane alla vigilia del proprio turno di Champions League.Inter Mario Sconcerti Juve Napoli

Sul Milan: E’ sempre positivo quando vinci. La domanda da porre è invece: come ha giocato prima? Per me il Milan ha subito l’Udinese nella prima mezzora, poi è stato sempre in partita. A trenta secondi dalla fine aveva la palla l’Udinese. La sconfitta è colpa dei giocatori dell’Udinese. Detto questo: il Milan è una buona squadra. Non una grande squadra, ripeto: una buona squadra. Per esempio considero la Lazio più pronta. Diciamo che il Milan è la prima delle altre”.

Entra in scena di nuovo la Champions. Inter-Barcellona che partita sarà?
«Cambia praticamente tutto rispetto alla sfida del Nou Camp. Non so se giocherà Messi, ma comunque è un giocatore non al top, che sta riprendendo adesso ad allenarsi. Il Barcellona non mi sembra una squadra straordinaria. Il vantaggio è che è abituato a queste partite, mentre l’Inter no. Il fattore San Siro sarà importante. Icardi e Suarez si equivalgono. Se tu togli Messi al Barcellona, l’Inter per valori gli si avvicina, anche se ovviamente ha meno certezze. Spalletti è uno bravo che però in Italia deve ancora cominciare a vincere. Ha vinto solo in Russia. far giocare Joao Mario significa voler recuperare un capitale: è tornato ad essere un’idea rispetto a Borja Valero, che secondo me è un giocatore disponibile alla squadra ma ormai poco utile. Gagliardini è il terzo centrocampista su due da far giocare: lui non era da recuperare, c’era già, ma ci sono anche le gerarchie».

Come fotografi il momento della Juventus?
«C’è un problema a centrocampo. Vedo un reparto un po’ lento. Sono molte partite che giocano gli stessi tre. E’ un reparto anomalo, c’è Pjanic stanco. Si è arrivati all’osso. Per fortuna di Allegri a gennaio verranno recuperati Emre Can e Khedira. Ma se vogliamo parlare di Champions, quella con il Manchester è una partita diversa dalle altre, quello è il territorio di caccia dove la Juventus si esprime al meglio». 

Napoli-Psg: è già un bivio o no?
«Perdendo con il Psg il Napoli avrebbe dei grossi contraccolpi. Verrebbe messo un confine. I confini nel calcio sono terribili, perché ti danno la misura dei tuoi limiti. Ma per adesso un confine non c’è. Comunque ora vedo il Napoli come una squadra piena e pronta: secondo me batte il Psg, perché è migliore come squadra».

Capitolo Var: non ne usciamo, siamo in gabbia. Cosa sta succedendo? Perché tante polemiche? “Principalmente per due motivi. Il primo: ti aspetti che l’arbitro debba sempre andare a vedere il Var. Ma non è così. Seconda cosa: è un fatto culturale, pensiamo che il Var sia un oggetto dirimente, che dica cioè «sì» o «no». Ma non è vero nemmeno questo. Perché parliamo di opinioni di altri due arbitri sulle decisioni di un collega. Il Var è un aiuto, anzi un grosso aiuto, ma non è una soluzione definitiva. Il vero problema non è il Var ma è che un tifoso è fazioso per definizione. Il calcio è bello per questo: si può essere faziosi senza danneggiare nessuno”.