Squalificato per doping per 4 anni, Filippo Magnini si difende paragonandosi a Cristiano Ronaldo

Squalifica Magnini | “Mi rivedo molto in una frase di Cristiano Ronaldo, accusato di stupro. Io, come lui, sono un esempio nello sport e nella vita”: queste le prime parole riportate da sportmediaset del campione di nuoto dopo la pubblicazione della motivazione della sentenza che l’ha squalificato per 4 anni per doping. Poi continua: “Me lo aspettavo, è sentenza ridicola ed era già scritta. È un anno che penso a chi posso aver pestato i piedi. Ho sempre mantenuto un profilo basso, ma ora basta”.

Magnini svela anche presunti motivi, di natura personale, che hanno portato alla sua condanna: “Il procuratore Laviani il giorno del processo concluse l’arringa alzandosi in piedi, sbattendo i pugni sul tavolo e dicendomi: questa è diventata una faccenda personaleLa giustizia sportiva non funziona, mi rincuora che invece la giustizia ordinaria nei miei confronti ha funzionato perché sono stato assolto. Per la legge italiana sono a posto, per quella sportiva no, è ridicolo; infatti non possono dire che Magnini si è dopato“.

Squalifica senza motivo?

“Quello che mi fa ridere”, ha aggiunto, “è che tutto si limita al ‘Noi, procura, pensiamo che voi avete pensato di fare ma non lo avete fatto’ e non si parla di nessuna sostanza specifica. Sarei stato arrabbiato anche per un giorno, figuriamoci per quattro anni, visto che non so a quale sostanza sono stato trovato positivo”. 

Infine un annuncio:Credo che scriverò un libro su questa vicendaAgli atleti dico: state attenti, fate qualcosa perché io ho avuto paura“. “Finché non sono morto non posso accettare una cosa del genere”, ha aggiunto. “Siamo solo alla virata dei cinquanta metri ed io le gare le vincevo negli ultimi dieci”.