Inter, Spalletti presenta la sfida con il Barcellona

Inter Spalletti Conferenza Barcellona/ Luciano Spalletti, allenatore dell’Inter, è intervenuto in occasione della conferenza stampa in vista della partita di domani contro il Barcellona.

Quanto è cresciuta la sua squadra? – “Per confrontarsi con questi avversari serve un tempo di esecuzione. Quindi gli uomini giusti per garantirne uno corto. Se andiamo a vedere in quanto tempo siamo arrivati a giocarci queste partite, si capisce che abbiamo fatto un buon lavoro. Sarri al Napoli, per esempio, ci ha messo un po’ per riuscire a dare alla squadra la sua idea di calcio. In Serie A siamo a trenta punti, ma non vuol dire essere migliori dei partenopei. Squadra forte, precisa e costruita bene. Non dobbiamo essere presuntuosi, siamo cresciuti, ora dobbiamo restare a questi livelli a differenza di quanto fatto l’anno scorso. Il vampiro della pinetina ci aveva improvvisamente succhiato il sangue a tutti”.

Allegri ha detto che il Barcellona può vincere la Champions e l’Inter lo scudetto: è d’accordo? – Classico giochino che si fa per spostare l’attenzione sugli altri. Loro sono i più forti e se qualcuno non farà cose incredibili probabilmente rivinceranno il campionato. Sul Barca sono d’accordo, hanno tutte le qualità per dominare in Champions, anche sul confronto con i bianconeri ne escono bene. Messi? Noi non andiamo a prendere gli uomini, ma gli spazi. Conta più la posizione del tuo compagno che quella del tuo avversario. Certo che con Messi cambierà qualcosa: come ho detto è il più forte di tutti”

Ci si può accontentare del pari? – “E’ la lettura che fai della partita una volta che questa è iniziata a determinare il miglior atteggiamento da tenere. Dovremo guadagnare campo, metri preziosi per portare pressione. Se non siamo bravi a farlo, si rigira il culo e poi si scappa a dare corpo alla linea difensiva. Dipende sempre dal tipo di conduzione e di possesso del tuo avversario”

Si è pentito di non aver trattenuto Rafinha? – “Ho detto tutto su di lui, è stato importante per noi in ottica quarto posto. Ha determinato la possibilità di giocarci queste partite. C’erano prezzi e scadenze che non potevamo rispettare. Non potevamo prenderlo questo calciatori e il Barcellona voleva i soldi. Almeno così mi è stato detto. Stesso discorso vale per Cancelo. La società ha fatto bene a rispettare i paletti che andavano osservati. Rafinha è un gran calciatore e un uomo spettacolare. Può diventare più o meno importante per la sua squadra, ma si può anche giocare senza. Conta sempre la squadra. Detto questo, lo allenerei ancora volentieri”. 

E’ ripetible il 4-3-3? – “Nainggolan, che va valutato bene, permette anche questo modulo perché è un giocatore completo. Lo valuteremo fino a domani. Lui è partito da mediano: quando l’ho spostato più avanti si sono scomodate le penne più appuntite del giornalismo sportivo italiano. Poi con la gomma cancella di qua e di là… Radja ha forza, impeto per non darti tempo di non ragionare e costruire comodo il tuo gioco”

Si può davvero sfruttare il contropiede? – “Secondo me no. Il calcio è sempre uguale. Quando si cerca di accomunare gli elementi te ne accorgi. Devi avere un’idea, la prepari in allenamento, poi la metti in pratica allo stesso modo di sempre. E’ così. Siamo partiti poco più di un anno fa e siamo sulla giusta strada. Non è come premere l’interruttore, il modo di parlare e lavorare ha un valore. Ognuno ha un ruolo che però mette in pratica con professionalità, a modo proprio. Il calcio è la stessa cosa. Palla uguale per tutti, numero giocatori lo stesso. Più distanti si sta dall’area, meglio è”.