Sampdoria, Andersen: “Mercato? Devo ancora crescere, vedremo…”

| 02/11/2018 09:30

Sampdoria, Andersen: “Mercato? Devo ancora crescere, vedremo…”

Joachim Andersen, difensore centrale della Sampdoria, ha parlato nel corso di un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport:Juventus Joachim Andersen

Le parole di Andersen

Merito dell’Akademi del Midtjlland. Tutto ha avuto inizio là? «Esatto. Parliamo di una delle principali realtà sportive della Danimarca. Un vero e proprio college che concilia al meglio studio e attività sportiva. Primo allenamento alle otto del mattino, alle diecitutti in aula, quindi di nuovo in campo nel pomeriggio».

Da lì, dieci anni fa, era curiosamente uscito anche un altro esterno destro difensivo destinato alla Primavera blucerchiata, Sune Kiilerich. «Lo ribadisco, è un sistema eccellente per formare i calciatori del domani».

Qui ha fatto passi da gigante. «Il primo anno era quello dell’apprendimento. La Sampdoria rappresenta un ambiente ideale in questo senso. Mi ha aiutato a crescere, l’intesa con i compagni è migliorata, ora poi ce ne sono molti di più che parlano inglese. Anche Giampaolo è stato fondamentale. Ci aiuta a giocare bene, la squadra è sempre cortissima, così fai progressi in fretta. Non guardo il futuro, mi interessa l’oggi. E posso solo dirmi soddisfatto di quello che sta succedendo intorno a me»,

Lei  eAudero siete gli unici giocatori sin qui sempre presenti: 900’ in campo. «Stiamo facendo tutti un buon lavoro, per i palloni recuperati è fondamentale il linguaggio del corpo dell’avversario. L’anticipo avviene prima di tutto con la testa, e solo dopo con il corpo. Ma senza l’aiuto di tutti non potrei fare nulla».

Non lascia nulla al caso: nel tempo si concede ogni tanto una partita a golf con Praet. Ma, soprattutto, studia. Leièil primo difensore della Samp in modalità e-learning. «Studio business, quando ero in Danimarca ho fatto il primo anno, poi sono andato in Olanda ed i tempi si sono allungati. Ma l’estate prossima finisco e mi diplomo».

Poi l’aspetta l’Europeo U21. «In Italia, non dovrò neppure mettermi in viaggio. Siamo gi qualificati, la Danimarca ha un buon gruppo, forte, esperto, 15 elementi su 23 giocano all’estero».

Assomiglia a suo padre. Anche Andersen senior, oltre che fare il presidente di un club di B danese, il Vendsyssel, di professione fa il manager. «Lasciamo perdere… La squadra di papà non se la passa benissimo in classifica, l’obiettivo di quest’anno sarà quello di salvarsi. Lui prima acquistava aziende in difficoltà, le risanava prima di rivenderle. Ora ha una società tutta sua, nel settore della plastica. Quando la Samp mi ha cercato, in famiglia se n’è parlato molto, e abbiamo capito che era la decisione giusta da prendere, anche perché il Twente era in difficoltà economica, e io avevo bisogno di nuovi sbocchi per crescere».

E adesso il mercato la attira? «Mi interessa solo la Samp, davvero: per il domani, vedremo più avanti».

Il segreto di Andersen, oltre a un’intelligenza tattica fuori dal comune, è quindi quello di una buona sintonia nel gruppo. «Devo ancora crescere proprio sotto questo aspetto, qui l’attenzione è altissima, non mi era mai successo prima. Ma vado avanti senza preoccuparmi troppo».

La prossima missione? «Non dobbiamo nasconderci. Basta che lei guardi come giochiamo: questa squadra, parola mia, vale il sesto posto in campionato. Proviamoci»


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