Juve, Vialli: “Ronaldo? Incosciamente ti porta a pensare una cosa…”

| 02/11/2018 11:31

Juve, Vialli: “Ronaldo? Incosciamente ti porta a pensare una cosa…”

Gianluca Vialli, ex attaccante della Juventus, ha parlato nel corso di un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport:

Se pensiamo a dov’era la Juve nel 2006, l’anno di Calciopoli…Ex bianconero Vialli Napoli Inter

«Questa società è un esempio, un modello per come mette i giocatori nella condizione di rendere al meglio e per come gestisce le risorse umane. Può essere un riferimento per le aziende anche al di fuori dell’ambito sportivo. Sanno quando cambiare, chi cambiare, come cambiare. E ogni anno l’asticella è sempre più alta».

Domanda d’obbligo: più forte la Juve del ‘96 o questa? «Diciamo che quella di 22 anni fa ha avuto il grande merito di vincere la Champions».

Ma per come si colloca Allegri nel panorama europeo degli allenatori? «Ora che Zidane non sta lavorando, è il migliore di tutti. Lo dicono i risultati. Potremmo sottolineare i moltissimi meriti che ha, io preferisco evidenziare la capacità che ha Max di trasferire i concetti ai giocatori facendosi seguire al volo. Nel calcio anche le idee nuove invecchiano velocemente e allenare i fuoriclasse non è facile: ti vengono dietro solo se si convincono in prima persona che non gli stai vendendo fuffa e quello che proponi può giovare alle loro carriere. Magari convincendoli che queste idee le hanno avute loro stessi».

Dopo qualche stecca iniziale, il secondo violino Dybala suona alla grande. «Personalmente io resto molto sorpreso quando gioca male e non quando accade il contrario, perché è davvero un ottimo giocatore. Non è facile essere sempre al top, ma lui ha i mezzi per farlo».

Quest’anno ha dato il meglio con accanto solo un’altra punta, o CR7 o Mandzukic. E’ quello il suo vestito da cerimonia? «Non necessariamente. Quando un allenatore mette assieme i pezzi per comporre un puzzle di alto livello come le formazioni della Juve, si deve tenere conto delle caratteristiche di centrocampisti ed esterni, oltre a valutare le caratteristiche dell’avversario. E per la direzione che sta prendendo il calcio, un giocatore deve allenarsi per essere in grado di ricoprire qualsiasi posizione. Soprattutto se giochi in un top club come la Juve. Bernardeschi si sta ritagliando il suo spazio anche grazie alla sua versatilità».

Se Ravanelli è paragonato a Mandzukic e Del Piero a Dybala, chi è più forte tra Vialli e Ronaldo?. «Faccio fatica a fare questo giochino: è dura parlare di giocatori che non alleni o con cui non hai giocato. Noi avevamo tanti giocatori di rendimento. Gente che quando andava in campo non ti tradiva mai. Magari non aveva i picchi direndimento di certi protagonisti di oggi. E parliamo di due competizioni abbastanza diverse: ai miei tempi era più dura qualificarsi alla Champions perché bisognava vincere lo scudetto, oggi nella competizione ci sono più avversarie forti che possono arrivare in fondo».

Un Cancelo così forte è una sorpresa? «Ha mezzi fuori dal comune e lo aiuta il fatto di giocare insieme a compagni altrettanto qualitativi. Alla Juve ha trovato il contesto tecnico­tattico per tirare fuori il meglio. Se gli si chiedesse di fare il terzino basso senza passare la metacampo, faticherebbe pure lui».

Cosa significa avere un compagno di squadra come Cristiano? «Inconsciamente ti porta a pensare “ok, basta che non prendiamo gol dietro che poi ci pensa quello che ha vinto 4 Champions negli ultimi 5 anni e ha fatto più di 100 gol nella competizione”.

Ma non è solo questo: quando vedi uno che nel calcio ha vinto quello che ha vinto lui allenarsi in quel modo e avere un approccio alla professione come il suo, sei portato a chiedere sempre di più a te stesso.

“Se lo fa il più forte al mondo insieme a Messi, perché non lo devo fare io?” E queste sono dinamiche importanti all’interno di un gruppo in cui militano giocatori che possono già essere considerati leggendari».


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