ESCLUSIVA – Riganò, bomber muratore: “Rigore su Dybala? Non darlo non è uno scandalo”

| 01/11/2018 18:45

christian riganò

Christian Riganò, ex attaccante di Empoli e Fiorentina, ha rilasciato un’intervista in esclusiva a calciomercato24.com

Christian Riganò | Lo chiamavano il bomber muratore. E la cosa lo rende orgoglioso: “L’ho fatto, mi piace. Ho avuto la fortuna di giocare contro Henry e Messi in Liga, ma lo farei ancora se mi capitasse, è un lavoro che da giovane fai perché c’è bisogno di soldi in più, ma serve fantasia anche qui”. Un mestiere al quale ha affiancato poi quello di attaccanti, ed in entrambi i casi ne conosce i trucchi: “Non dare un rigore come quello su Dybala in Empoli-Juve non è uno scandalo”, racconta in esclusiva Christian Riganò ai nostri microfoni, “il problema è che un rigore così lo danno una volta ogni tanto, e capita che le grandi squadre ne beneficino di più. Dybala si è messo davanti, se non lo dava non si gridava allo scandalo, e purtroppo per l’Empoli non accade mai il contrario”. Dalla Juventus al Napoli, settimana di fuoco per i toscani: “Chiaro che sulla carta la partita proibitiva ce l’ha l’Empoli, i toscani hanno espresso un calcio meraviglioso, non importa con chi gioca, l’allenatore molto bravo, anche se lo scorso anno era in un campionato diverso, che ha stravinto”.

Riganò: “Milik e Mertens? Bomber all’altezza di Ronaldo e Higuain”

A proposito di attaccanti: “Milik e Mertens sono all’altezza dei vari Higuain, Ronaldo, non è che il Napoli abbia attaccanti così scarsi. Non ci arrivi a lottare con la Juve come l’anno scorso se non hai attaccanti bravi. Oggi è diverso, prima dovevi sbatterti di più per segnare, alle grandi non l’ho mai fatto ad eccezione di Roma e Lazio, ne feci uno al Napoli in Serie B, sbucai dal nulla come Aldo in ‘Tre uomini e una gamba‘, ma me lo annullarono…”. 

Sul campionato

“La Juve è favorita, perché chi vince l’anno prima è sempre favorito, Napoli e Inter se cominciano a togliersi punti fra di loro il campionato è finito. Il livello del campionato è leggermente salito quest’anno, ma solo nella parte medio-alta. Mi sorprende come Ancelotti abbia dato subito un’impronta al Napoli: mi sorprende per modo di dire, non lo scopro io Ancelotti, ma ha dato un’impronta agli azzurri in tempi strettissimi”. 

Sulla sua carriera

“Senza Taranto non sarebbe esistito Riganò, anche se la mia storia non è quella di Torricelli, che passa dalla D alla A da un anno all’altro. È stato un passaggio più graduale, dove ha pesato tutto, l’esperienza, la voglia, i consigli di mister Simonelli. Poi l’Empoli, la Fiorentina, il Messina, il Siena. Ho giocato fino a 41 anni per divertirmi, poi ho fatto il corso d’allenatore, ora mi diverto coi bambini, in attesa di una chiamata”.

A cura di
Vincenzo Credendino

 

 

 

 


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