Zeman: “Verratti e Insigne? I piccoletti sono più bravi”

| 24/10/2018 10:37

Zeman: “Verratti e Insigne? I piccoletti sono più bravi”

Zeman, ex tecnico del Pescara di Insigne e Verratti, ha parlato nel corso di un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport:

Zeman su Verratti e Insigne

«I piccoli di solito sono più bravi, loro poi erano anche molto svegli… C’è stato subito feeling con loro. Verratti lo chiamavo Marcolino, Insigne invece era Lorenzolo, come uno dei sette nani. Si intendevano in campo ad occhi chiusi, loro due e Ciruzzo Immobile. Io ho provato a formarli eainsegnargli calcio, il resto lo hanno fatto loro con la disponibilità e il sacrificio. Il risultato fu la storica promozione del Pescara in A».

Da Pescara a Parigi, gemelli contro in Champions League: sfida stellare. Zdenek Zeman si sarebbe aspettato 6 anni fa una carriera così per i suoi pupilli?

«Io sì, me la aspettavo, perché mostravano già da giovanissimi di avere qualcosa in più. Sono cresciuti tanto in questi anni e non devono fermarsi perché hanno ancora margini. Verratti è da due anni il miglior giocatore di Francia, e Lorenzo il miglior esterno d’attacco del nostro campionato».

Riavvolgiamo il nastro. Il suo rapporto con Insigne…

«Lo vidi nella Primavera del Napoli mi impressionò per tecnica e velocità di esecuzione e lo volli a Foggia in Lega Pro nel 2010, aveva 19 anni. Segnò in stagione 19 gol in campionato e 7 in coppa Italia. Avevo lui, Farias, Sau… una bella squadra. E me lo portaiaPescara l’anno dopo».

Dove lei trovò anche Verratti.

«Anche lui aveva 19 anni. Soffrì molto la preparazione estiva, tanto che all’inizio non partì titolare, ma appena pronto lo misi e non lo tolsi più: era difficile, per visione di gioco e tecnica, vedergli sbagliare un passaggio».

Buffon ha detto che Verratti non ha nulla da invidiare a Neymar…

«Perché Neymar presta mai la palla a qualcuno?».

Perché Verratti in Nazionale non rende come nel Psg?

«È un regista che deve giocare a 3 con due interni ai fianchi. Fare il regista in 2 è più difficile. Lui deve giocare tanti palloni, e comunque per me rende anche in Nazionale. Non sbaglia un pallone neanche in azzurro, spesso i compagni lo capiscono in ritardo. Nel suo ruolo Verratti è il più forte al mondo».

Più forte anche di Modric?

«Sì, per me sì». Il suo «Lorenzolo» sta vivendo un momento d’oro. «Nei primi anni a Napoli lo facevano correre e difendere per tutta la fascia. Luièun attaccante, deve restare sempre vicino alla porta. Nei piedi per me ha più di 20 gol» Il miglior Insigne si è visto con lei, Sarri o Ancelotti? «Con me a Pescara segnò 18 reti e fece 14 assist. Chiedete a Immobile quanti gol gli fece fare… Fu il miglior giocatore del campionato anche se la Serie B è diversa dalla A. Con Sarri ha fatto bene, ma con lui si gioca a un tocco, appoggiandosi sempre, mentre a Insigne piace saltare l’uomo, in quello è fenomenale. Con Ancelotti ha qualche libertà in più, l’importante in ogni caso è che faccia l’attaccante e guardi sempre la porta».


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