Marsiglia, Garcia: “Non allenerò mai la Lazio. Ecco perché fui esonerato dalla Roma”

Rudi Garcia, allenatore del Marsiglia, ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport. Ecco le sue dichiarazioni: “Non allenerò mai la Lazio. A Roma c’è solo un club per me. La Lazio merita rispetto, lo stesso rispetto che i tifosi della Lazio hanno sempre dato a me. Ma io ho fatto un altro percorso e non posso ignorarlo”.

Sull’Europa League: “All’Olimpico mi fischieranno? Giusto così, visto che io sono e sarò sempre un romanista. Basta che tutto resti nell’ambito del fair play, dello spettacolo: si è avversari in campo, non fuori. Non è una guerra. Per me è una partita speciale. Di sicuro intendo continuare la mia tradizione personale: per il Marsiglia sarebbe molto importante. Sarà dura per noi, che siamo in ritardo con i punti. Inzaghi sta facendo un buon lavoro, così come Pioli prima. La Lazio è più forte dell’Eintracht, che pure l’ha battuta 4-1”.

Su Strootman: “Quando ho saputo che la Roma avrebbe preso Nzonzi, ho telefonato al mio ds Zubizarreta e ho chiesto di sondare. In cuor mio però non pensavo che avrebbe accettato di venire al Marsiglia, visto che era appena diventato padre. E invece… Forse Kevin in quel momento non avvertiva la fiducia della società e io ho sfruttato questa opportunità. Balotelli? Ci abbiamo pensato. Qualche contatto c’è stato, Mario è un grande calciatore”.

Sul ritorno in Italia: “Spero di sì. Io non mi sento al Marsiglia di passaggio, anzi vorrei restarci il più a lungo possibile. Ma se a un certo punto non mi volessero più, in Serie A lavorerei di nuovo con piacere. E’ vero che sono stato vicino all’Inter? C’era la possibilità di rimanere in Italia. Ma poi è capitato il Marsiglia, un club che ha vinto la Coppa dei Campioni. Ed è lì che devo riportarlo: in Champions”.

Se alla Roma fu tradito dai giocatori: “Mai. Quando la mia posizione era diventata scomoda, i giocatori mi diedero tante testimonianze di sostegno. La sostituzione di Totti contro il Torino mi fece perdere autorevolezza? Stronzate. La mia strada a Roma è finita quando dichiarai che il gap con la Juventus era impossibile da colmare. Mi fa piacere che Totti abbia detto le stesse cose recentemente. Non mi interessa chi decise la mia sorte, i contatti con il mio successore erano già stati presi da tempo. Ero già condannato a inizio stagione. E lì sbagliai anche io a farmi togliere il preparatore Rongoni che poi ho ripreso a Marsiglia. Mi spiegarono che la scelta fu dettata dai troppi infortuni, ma mi sembra che le cose non siano cambiate”.