Udinese, Velazquez: “Voglio cambiare il calcio, mi ispiro a Sacchi e Bielsa. De Paul? E’ cresciuto molto”

| 14/10/2018 17:30

Udinese, Velazquez si racconta ai taccuini di TuttoSportUdinese Velazquez

Udinese Velazquez TuttoSport/ Velazquez, allenatore dell’Udinese, è intervenuto ai taccuini di TuttoSport per parlare della sua avventura sulla panchina friulana fino a questo momento. Queste le sue dichiarazioni.

“Ho iniziato ad allenare a 15 anni con un solo obiettivo: essere il primo allenatore, infatti non ho mai fatto il secondo perchè porto avanti le mie idee e perchè per me allenare è una vocazione. La mia è pura passione. Sono ambizioso senza perdere l’umiltà: se non hai quella, finisci per perdere il contatto con la realtà. Non mi pesa lavorare allo stadio per 15 ore al giorno, mi sento un privilegiato”.

La giornata tipo di Velazquez e il suo modo di lavorare

“Di solito arrivo allo stadio alle 7,45 e inizio a lavorare con i collaboratori, con tutto lo staff. Colazione tutti assieme. Curo molto il dialogo con i calciatori, guarda video, studia gli avversari. Fino alle 10 di sera. Mi piace leggere libri di psicologia ma non trascura la tecnologia: gli allenamenti sono ripresi e i video studiati per vedere cosa va e cosa no. Da 22 anni alleno e osservo i colleghi: continuo ad apprendere da tutti, anche se i miei modelli sono Sacchi, Guardiola e Bielsa. L’importante è sempre una cosa sola: mai essere cristallizzati in un singolo sistema. Un tecnico deve sapersi adeguare al contesto, essere versatile, fluido. E sono fermamente convinto che anche a 60 anni si può imparare. Grazie a mio padre (un filosofo) riesco a vedere le cose da tanti punti di vista ed avere l’approccio giusto”.

Udinese? Lavoro da luglio, da quando sono stato chiamato. Al calcio italiano cercherò di portare flessibilità, fluidità nell’idea di calcio. Non ha senso chiudersi in una rigidità tattica che sarebbe solo controproducente. Penso sia necessario analizzare i fatti da una prospettiva più generale. Nelle prime 8 di campionato abbiamo affrontato in ordine sparso Lazio, Juve, Fiorentina, Sampdoria e Torino, tutte squadre nella top ten del campionato. Del nostro livello abbiamo affrontato Parma, Chievo e Bologna. Il calendario non ci ha aiutato a esprimerci al meglio. Magari potevamo avere tre o quattro punti in più in classifica e forse ci è mancato qualcosa a livello collettivo, ma per me il primo bilancio della stagione è più che positivo. De Paul, Fofana e Lasagna sono molto cresciuti, sono felice anche per le loro convocazioni in Nazionale”


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