Chievo, Iachini: “Mi hanno cercato ma preferisco non andare oltre”

Giuseppe Iachini, ex tecnico del Sassuolo, ha parlato del suo futuro nel corso di un’intervista concessa a Tuttosport. Il tecnico è stato vicinissimo al Chievo Verona:

Segnali da Verona?

«Dal Chievo? Sì, si sono fatti sentire ma preferisco non andare oltre. Questione di correttezza. Però mi hanno cercato anche altri club, chi direttamente, chi tramite mediatori. E io aspetto. Cosa? Un progetto importante che mi intrighi e mi coinvolga. Vorrei poter costruire un qualcosa di interessante insieme con una società che abbia chiarezza di intenti e obiettivi».

Un’estate senza impegni per un allenatore è piuttosto pesante da trascorrere…

«Purtroppo nel calcio capitano periodi di inattività. Fa parte del nostro lavoro. Poi io ero reduce da un’avventura soddisfacente con il Sassuolo quindi è normale che il divorzio dal club neroverde mi abbia deluso. Ma così è la vita. Ho trascorso questi mesi aggiornandomi, studiando e cercando di aumentare il mio bagaglio professionale attraverso nuove conoscenze. Ma è chiaro che mi manca il campo».

 

Certo che subentrare non è come iniziare…

 

«Naturalmente. Quando sostituisci un altro allenatore di solito trovi una situazione problematica e serve tempo per capire cosa fare e come farlo. Dall’inizio della stagione invece puoi pianificare una stagione, puoi scegliere qualche giocatore insieme con la società, puoi impostare la squadra con un sistema di gioco base, puoi fare, insomma, tante cose…..

 

Però lei da subentrante è quasi un toccasana.

 

«Effettivamente, in questi casi, le mie esperienze sono state quasi tutte gratificanti, a volte entusiasmanti. Palermo, Brescia, Samp, Sassuolo stesso mi hanno regalato emozioni forti e soddisfazioni enormi. Oltre a un rapporto solido con i rispettivi ambienti. E mi hanno aiutato a crescere come allenatore».

 

Ma non è che lei venga considerato nell’ambiente solo un buon subentrante, un riparatore insomma?

 

«Spero di no. Ogni allenatore ha le sue idee, l’importante è che non si fossilizzi sulle stesse e che si adegui alle caratteristiche dei propri giocatori. Io non sono un integralista, mi adatto a ciò che ho a disposizione e cerco di trovare le migliori soluzioni per far rendere al meglio ciascun elemento della rosa. Un tempo venivo considerato un difensivista, almeno lo sosteneva chi non mi conosceva. Ma basta scorrere le mie esperienze pregresse per scoprire come io abbia quasi sempre utilizzato tre punte. E non è un caso che con me gli attaccanti facciano sempre tanti gol. Inoltre sono riuscito a valorizzare numerosi giovani talenti. Per l’età conta relativamente, chi è bravo: gioca!»

 

Giovani e calcio offensivo i cardini del calcio di Iachini.

 

«Prima di tutto però, per me, contano gli obiettivi che si prefigge la società. E’ su questa linea che deve muoversi il lavoro di un allenatore. Poi ciascuno di noi ha i suoi metodi e le sue idee ma credo che il calcio di oggi debba offrire spettacolo e perseguire in tutti i modi la crescita dei ragazzi di talento».

Mancini fatica a costruire una Nazionale competitiva…

«Lavoro durissimo quello del ct. E’ arrivato dopo una mancata qualificazione ai mondiali dell’Italia che ha scosso tutti e deve ricostruire. Roberto ha bisogno di tempo e tutti noi dobbiamo avere molta pazienza. Ma sono convinto che riuscirà nel suo intento e che saprà formare una Nazionale importante. Non sono tantissimi ma ci sono giovani di valore su cui puntare. Faccio un nome per tutti: Bernardeschi. Su di lui scommetto a occhi chiusi. Poi c’è Chiesa, quando avrà completato la propria maturazione sarà un giocatore davvero molto importante».

Iachini, squilla ancora il telefono di casa, sarà mica qualcuno da Verona?

«Mah, adesso vado a sentire… Io sono pronto per tornare in pista. All’Arena o altrove…».