Gabbiadini si racconta: intervista a 360 gradi sulla Nazionale e SaSouthampton, Gabbiadini patente ritirata
rri

Gabbiadini Sarri Nazionale/ Manolo Gabbiadini, attaccante del Southampton ha rilasciato alcune dichiarazioni ai taccuini della Gazzetta Dello Sport.

“È stato un anno tosto l’ultimo, il più sofferto per il risultato di San Siro e l’impiego ridotto al Southampton. Ho vissuto momenti difficili. Non so perché non gioco. La mia situazione è cambiata quando Puel fu esonerato e al suo posto arrivò Pellegrino. Tornai dalla partita con la Svezia e mi mise in panchina perché – parole sue – mi vedeva triste. Una scusa, ovviamente. Ma poi con Hughes la situazione non è cambiata. Non sono mai andato a chiedere spiegazioni, tanto avrei avuto risposte scontate. Continuo ad allenarmi e quando serve io ci sono. Come a Swansea: entrai nel finale e segnai il gol della salvezza. Sapendo di un inizio così? Avrei valutato meglio le offerte che il mio procuratore Silvio Pagliari mi aveva sottoposto. Ma io davvero ci tenevo a restare in Premier. Non volevo arrendermi”.

Sulla sfida al Chelsea di Sarri: “Gli stringerò la mano, certo. Non ho nulla contro di lui. Non mi piaceva solo la scarsa considerazione che aveva delle riserve, ma sul campo è davvero eccezionale. Non ho rancori verso nessuno, scelsi io di lasciare Napoli vista la situazione. Con il presidente ho sempre avuto un ottimo rapporto. Non fui nemmeno fortunato perché dopo l’infortunio di Milik giocai contro la Roma, perdemmo e quasi inevitabilmente le colpe ricaddero su di me. Mertens segnò nelle partite seguenti e così per me non ci fu spazio. Ma prima di partire feci alcuni gol. Fu brutto lasciare Napoli così, sarei rimasto volentieri. Ma certe valutazioni le fai sul momento. A posteriori, magari, ragioni in modo diverso. Si è parlato anche tanto del mio ruolo: posso stare in avanti nel 4-4-2 e nel 3-5-2, esterno nel 4-3-3, dietro alla punta nel 4-4-1-1″.