Apuzzo: “Insigne il migliore in Italia. Pjanic? A Roma era un santarellino, ora gli permettono tutto”

News Apuzzo Insigne | Ernesto Apuzzo, ex allenatore del Napoli Primavera, ha parlato ai microfoni di Calciomercato.it. Ecco le sue dichiarazioni:

Su Insigne: “Il rendimento in zona gol è merito di Ancelotti. Dieci anni fa, allenando la Primavera, una volta lo misi seconda punta in un 4-4-2 insieme a Ciano, avendo dei buoni risultati. Ha una classe sopraffina e potendo giostrare in spazi più ampi e non soltanto sulla fascia, anche con meno compiti difensivi, si stanca di meno ed è più libero. E’ il miglior giocatore italiano del momento. Un rendimento elevatissimo non soltanto per i gol ma anche per una leadership ormai evidente: “E’ leader in campo e fuori. Ha dimostrato di non aver paura: quando arrivavano i fischi, lui ha risposto perché pensava di essere dalla parte della ragione. Si è ribellato e alla fine ha avuto ragione: ora guai a chi tocca Insigne, sono meriti conquistati sul campo”.

Juventus Diego Pablo Simeone Espulsione Ronaldo

Sulla sfida tra Ronaldo e Insigne: “Questo è un merito che si è conquistato Insigne. Però non darei troppa importanza a Juventus-Napoli. Gli azzurri possono anche perdere, ma i punti di svantaggio sarebbero 3 perché poi la Juve deve venire al ‘San Paolo’. I bianconeri li hanno fatti partire soft, hanno avuto un calendario morbido, non come quello del Napoli. Ora dovranno affrontare avversari più difficili. Loro restano i favoriti: una società che spende tanto deve essere imbattibile, poi ci si mette anche il sistema. Anche col Bologna un fallaccio di Pjanic: alla Roma era un santarellino, ora è diventato un giocatore feroce che sfida tutti perché glielo permettono. Come tanti dicono: il calcio in Italia sta quasi finendo, se non cambiano le regole”.

Su Insigne: “Insigne era di un anno più piccolo degli altri e non lo facevo giocare. Un giorno venne mio figlio a vedere l’allenamento e dopo la seduta mi chiese se Lorenzo fosse titolare. Quando gli dissi no, mi ha risposto: ‘Papà, dammi il tesserino che lo devo strappare perché non capisci nulla di calcio’…”.