Ultime Milan, intervista del presidente ScaroniCalciomercato Milan Scaroni

Ultime Milan Scaroni/ Paolo Scaroni, presidente del Milan, ha rilasciato una lunghissima intervista ai taccuini della Gazzetta Dello Sport. Ecco i punti salienti evidenziati dalla redazione di Calciomercato24.com.

“Sono entrato nel Cda su segnalazione di Elliott e già all’epoca mi fu detto che se loro fossero mai diventati proprietari del Milan, avrebbero potuto pensare a me come presidente. Io diedi la mia disponibilità, anche se all’epoca era difficile pensare che sarebbe potuto capitare davvero. Nessuno di noi poteva immaginarselo. Anche l’epilogo del 21 luglio (giorno della nomina a presidente, ndr) è stato inaspettato perché nessuno, a cominciare da me, immaginava che Li Yonghong non facesse fronte a degli aumenti di capitale da lui stesso deliberati e scritti un anno prima. Quando l’ultimo aumento non è andato a buon fine è stata una sorpresa per tutti. Per me il comportamento di Mister Li è inspiegabile: un signore che fa un piano e non rispetta il suo stesso piano”. 

“Presidente a tempo pieno? Io sono impegnatissimo, ma serve qualcuno che lo faccia come lavoro fisso. Non abbiamo fretta, e soprattutto non voglio metterla a Elliott. Non esiste una dead line, diciamo che entro qualche settimana il problema sarà risolto. E’ una scelta che non va fatta sotto pressione. Dovrà essere una figura con una fortissima connotazione commerciale. Per quanto riguarda Gazidis, si tratta di un soggetto che ha già un datore di lavoro e non è bello parlarne”. 

Sulla questione nuovo stadio

“Lo stadio di proprietà? La prima condizione è avere uno stadio moderno. Poi può essere di proprietà, oppure del Comune. Non è questo il fattore imprescindibile. E non escludo che ci si possa giocare in due. Ho la mente aperta a tutte le soluzioni. Tra l’altro San Siro è un’icona, una storia di successo per entrambe le milanesi. Lo abbiamo costruito, ci abbiamo vinto e poi che facciamo, ce ne andiamo? Poi, per carità, si può anche fare. Comunque il dialogo con l’Inter è iniziato proficuamente”. 

Su Fassone e cosa non ha funzionato nella precedente gestione..

“Fassone? Parecchie cose non le abbiamo condivise e parecchie di queste le ho viste dopo, perché non venivano portate nel Cda. Questo per me è oggetto di critica. In termini di scelte, come quella di separarsi da M-I Stadio (la società che gestisce San Siro e le attività connesse), mi sono trovato in disaccordo, mi parevano decisioni sbagliate. Nel Milan cinese non ha funzionato il continuo tira e molla sui soldi. Le squadre vincono le partite, ma i campionati li vincono le società. Si passava il tempo a parlare di milioni mancanti e certe cose arrivano fino allo spogliatoio.I famosi ultimi 32 milioni dovevamo averli per forza perché se non fossero stati messi non avremmo potuto iscriverci al campionato: come fa un club come il Milan a campare in questo modo? Si crea un senso di precarietà deleterio per tutti. Mentre per quanto riguarda la campagna acquisti, vedo che Leonardo e Maldini hanno smontato molto di ciò che era stato allestito. Un motivo ci sarà pure”. 

Lo stesso Scaroni ha parlato anche al Corriere della Sera:

“L’arrivo di Leonardo e Maldini ha dato fiducia all’ambiente, che si è tramutata in un incremento degli abbonamenti. Poi però la verità la dice il campo. A noi la squadra sembra giovane e forte, speriamo dia risultati. Il secondo successo è che abbiamo creato una società forte finanziariamente. Nell’ultimo anno la maggior parte degli articoli parlava di soldi. ‘Arrivano 10 milioni, non arrivano…’. Ora lo stato patrimoniale è solido e tutto in ottemperanza alle regole Uefa, la nostra stella polare. Resta il terzo grande tema: l’aumento dei ricavi”. 

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