News Torino Calcio, Cairo: “Zaza-Belotti dipende totalmente da Mazzarri”

News Torino Cairo |  Urbano Cairo, presidente del Torino, ha parlato nel corso di un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport:

Ultime Torino, le parole di Urbano Cairo

«Il nostro campionato è partito con il piede sbagliato, con una sconfitta immeritata (in casa con la Roma, ndr). Poi il Toro ha fatto vedere delle cose buone sia a Milano con l’Inter sia con la Spal, quando i giocatori sono stati bravi a mantenere la concentrazione nonostante l’ora di interruzione. Adesso abbiamo tre partite sicuramente impegnative, direi anche molto importanti.

Dobbiamo continuare sulla strada tracciata da Mazzarri. Nel frattempo il mister ha avuto la possibilità di lavorare di più con i giocatori, per poterli inserire sempre meglio, potendo sviluppare la tenuta fisica di alcuni che sono arrivati a fine mercato. Mi auguro che le cose procedano in questo modo che è positivo. Non dico che ne sono sicuro solo per scaramanzia… ma so che il mister e la squadra stanno lavorando bene.Incrocio le dita: ho molta fiducia.

Sono soddisfatto dell’inizio, il Toro è una squadra in crescita. Mi è spiaciuto non aver potuto dare la squadra completa al mister prima dell’inizio del campionato, ma ne è valsa la pena perché il disagio delle prime settimane verrà recuperato. Abbiamo inserito ulteriore qualità nella squadra con i colpi di fine mercato: a Mazzarri abbiamo dato una squadra importante. Nel finale di campagna acquisti abbiamo preso quattro giocatori forti che hanno bisogno solo di un po’ di lavoro con Mazzarri».

Zaza e Belotti hanno giocato uno spezzone insieme in Nazionale: vorrebbe vedere questa coppia anche con il Torino?

«Dipende totalmente da Mazzarri, che ha la mia piena fiducia. L’eventuale scelta di utilizzarli insieme è totalmente nelle mani del mister, che da me non avrà mai nemmeno una sollecitazione. Mazzarri farà le scelte giuste per il bene della squadra.

Penso che Mancini abbia ragione. Detto questo, dobbiamo dirci chiaramente che il calcio dagli anni 60 ad oggi è cambiato: all’epoca, dopo il disastro Mondiale in Inghilterra (nel 1966, ndr), si chiusero le frontiere. Oggi siamo in un mondo con le frontiere aperte, c’è l’Europa, non è più possibile una soluzione di questo genere. Far giocare di più gli italiani è una cosa che si dice e che va fatta, ma dipende dagli allenatori che hanno obiettivi molto stringenti. È tutto molto complicatoearticolato. Però dovremmo cercare di dare più spazio agli italiani».

Quali potrebbero essere le iniziative per aiutare la Nazionale?

«Nasceranno probabilmente altre seconde squadre e potrebbe essere un modo per aiutare i giovani italiani. Non bisogna avere paura di guardare a quello che hanno fatto in altri Paesi in cui le cose stanno andando meglio, come il BelCairo «Un Toro di qualità Siamo in crescita la strada è giusta».

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