Ultime Serie A, Micciché: “Fascia da capitano? Giusto ci sia uniformità, deroga per la Fiorentina”

Ultime Serie A Micciché | Gaetano Micciché, presidente della Lega di Serie A, ha parlato a margine dell’Assemblea di oggi con i 20 club del massimo campionato. Ecco le sue dichiarazioni: “E’ stata una giornata impegnativa, con un Consiglio lungo ed in seguito l’Assemblea in cui abbiamo esaminato e valutato alcune decisioni del consiglio. Sono state fatte operazioni economicamente interessanti come la vendita dei diritti di Coppa Italia e Supercoppa Italiana in paesi importanti come gli Stati Uniti attraverso ESPN, network che arriva ad oltre 80 milioni di famiglie americane. E’ uno scenario importantissimo per il calcio italiano. Considero l’interesse che il mondo potrà avere per il calcio italiano rilevante per le nostre squadre ma anche per le città che queste rappresentano. Non faremo vedere solo il Napoli, la Juve, la Fiorentina o l’Atalanta. Ma si ricorderà anche che si tratta di Roma, di Firenze, di Bologna… città che hanno valori extrasportivi importantissimi che potrebbero generare interessi in azionisti e sponsor nuovi. Oramai il mondo si basa sulla forza e sulla rilevanza internazionale ed il calcio italiano non deve essere da meno”.

Sulla fascia da capitano: “Non è un’iniziativa di Micciché o della Lega, è un qualcosa nato su iniziativa delle squadre nel 2017 per adeguarsi ad altri comportamenti della UEFA e di altri campionati. Io credo sia giusto che ci sia uniformità, ma è altrettanto doveroso fare un’eccezione per un caso straordinario come la morte di Astori. Mi auguro che sia un caso irripetibile, ma mi sembrava doveroso e naturale fare un’eccezione straordinaria per questo caso”.

Sul nuovo consigliere di lega: “Ne abbiamo parlato e si è deciso di rinviare la nomina a una delle prossime assemblee, una volta definito anche il tema dei consiglieri federali. Ora sono Marotta e Lotito, ma dovremo verificare la mantenibilità di entrambi in relazione alle nuove disposizioni elettorali. Una volta verificato questo vedremo anche il resto”.

Sulla presidenza federale: “Oggi ne ho parlato sia in Consiglio che in Assemblea. Fino ad ora mi sono astenuto da qualunque iniziativa in merito, mi sembrava inutile senza una data e regole certe di voto. Credo anche che prima di parlare di nomi si debba parlare di progetti e di programmi. Io sono l’ultimo arrivato, anzi il penultimo considerando Scaroni, ma credo che l’interesse per questo mondo, per questa industria, sia importante. Quindi è importante il programma e noi ci siamo assegnati l’obiettivo di studiarne uno in maniera seria e veloce per il calcio italiano. Io mi farò promotore con tutte le altre componenti di un incontro, che mi auguro avvenga il prima possibile, per poter definire programmi, progetti e quindi le persone che potranno realizzarli. Questa secondo me è la maniera giusta di procedere e questo è stato deciso oggi”.

Su Marotta: “Non mi appassiono all’esercizio di un nome piuttosto che di un altro. Marotta è un protagonista importante del calcio italiano ma ripeto: guardiamo programmi e progetti, è importante far sì che si possa dare la sensazione di un mondo del calcio unito e coeso verso una progettualità. I ruoli non servono per esercitare potere, ma per realizzare idee e progetti. Partendo da questa condivisione ci dovrà essere una maniera sana di gestire i problemi e realizzare gli obiettivi”.

Sulla deroga per la fascia di Astori: “La deroga per la Fiorentina ha la durata per questo campionato, poi verificheremo in futuro. La vicenda Astori è dolorosissima. Io non ero presidente quando è successo, ero davanti alla tv e stavo aspettando le notizie in merito. Astori è stata una figura importante, era un emblema della pulizia del mondo del calcio. In passato ci sono stati Scirea, Curi e tanti altri. E’ una questione importante e io non ho avuto dubbi sul proporre questa cosa. Mi è piaciuto anche il richiamo che c’è stato sia in Consiglio che in Assemblea sui casi passati simili a quello di Astori. E’ stato un momento importante e di totale condivisione, nessuno ha avuto qualcosa da ridire”.

Sui candidati per la federazione: “La Lega Serie A non può avere un ruolo passivo, non solo perché siamo il sostegno economico di questo mondo. La Lega A ha la fortuna di avere i giocatori e le squadre più importanti, così come presidenti e allenatori. Per questo la Lega deve avere un ruolo importante, perché è una sorta di traino per il mondo del calcio. Detto questo, non abbiamo alcun pregiudizio nei confronti di nessuno. Vediamo i programmi e i nomi sperando di poter arrivare ad una condivisione totale”.

Ancora sulla fascia: “Il nostro, e spero che sia un discorso condivisibile, è un mondo di sport ma pure un’industria. Il calcio ha un fatturato importante e ci sono tanti che comprano il nostro prodotto, parlo di sponsor e non solo. Per questo abbiamo bisogno di darci delle regole. Ho lavorato in tanti settori e ho dovuto accettare tantissime regole, seppur non sempre condivise. Se un organo o un’assemblea scrive delle regole queste devono essere rispettate. Per questo non può esistere che un capitano non le accetti. Non vogliamo che i capitani indossino qualcosa che possa richiamare situazioni personali. Regola giusta o regola sbagliata questa è, anche perché votata all’unanimità. Delle eventuali pene onestamente non ne parlerei. Magari sarà qualcosa di economico che andrebbe in beneficenza, ma sarebbe triste se i capitani di alcune squadre non dovessero accettare la regola”.

Sulle lamentele dei calciatori: “Io ho un rapporto splendido con Tommasi, il presidente dell’AIC. Probabilmente è stato un errore non chiamarlo e non interpellarlo, forse era considerata un’ovvietà visto che altrove era già così. Detto questo Tommasi ha già fatto dichiarazioni importanti in tal senso”.

PER SEGUIRCI ANCHE SU GOOGLE NEWS, CLICCA QUI.