Ultime Inter, Altobelli: “Icardi deve essere aiutato da tutta la squadra”

Alessandro Altobelli, ex calciatore dell’Inter, ha parlato del momento di Mauro Icardi nel corso di un’intervista concessa a Tuttosport:

Notizie Inter, Altobelli su Icardi

«Il club ha condotto una buona campagna acquisti inserendo almeno 4-5 giocatori che possono migliorare la rosa rispetto alla scorsa stagione. Invece abbiamo perso a Sassuolo – Altobelli usa la prima persona plurale in omaggio alla squadra della quale è diventato una bandiera e per la quale fa il tifo – disputato un buon primo tempo col Torino, prima di calare vistosamente, e infine giocato un’ottima ripresa a Bologna. Ma credo che l’Inter potrà dare fastidio a tutti, Juventus compresa. E farà bene anche in Champions. A patto che tutti scendano in campo con determinazione, coraggio e voglia di vincere».

 

Quindi queste difficoltà iniziali non la preoccupano?

 

«No, a inizio campionato può succedere. Hanno faticato anche Roma, Napoli, Lazio, Milan e la Juventus a Verona col Chievo. Senza dimenticare che a Reggio Emilia con il Sassuolo la squadra era molto rimaneggiata. Vrsaljko non ha giocato, Perisic è entrato solo nel secondo tempo, Asamoah è stato utilizzato da esterno offensivo. Secondo me, Spalletti avrebbe dovuto buttare dentro subito tutti i nuovi. Era la prima giornata: avrei messo la squadra migliore. E vedevi come andava».

 

All’Inter non manca un vero regista in mezzo al campo?

 

«Infatti il club ha cercato di prendere Modric fino all’ultimo. E’ chiaro che, rispetto alle squadre migliori d’Italia e d’Europa, l’Inter ha un centrocampo diverso. Ma adesso non bisogna sottolineare sempre quello che manca. Bisogna mettere la testa giù e pedalare. E rialzarla a gennaio quando riapre il mercato».

 

L’Inter avrebbe potuto fare un tentativo per Chiesa che anche in Nazionale sta dimostrando di avere una marcia in più?

 

«Non credo. La squadra é già coperta in quel ruolo. E non avrei mai dato via Perisic. Però, nomi a parte, l’Inter deve tornare a pensare di poter prendere i migliori in circolazione, come quando Massimo Moratti comprava i calciatori che poi hanno conquistato il Triplete. Bisogna tornare a quello spirito».

 

E Icardi? Ogni allenatore gli chiede di svariare di più. E’ giusto?

 

«Icardi ha sempre segnato 20 gol a stagione. E’ vero che in questo avvio di stagione non ha ancora fatto gol. Ma parliamo di due partite perché a Bologna non c’era. Allora Ronaldo, a secco da tre gare, non segna da più tempo. Per me Icardi è uno dei migliori centravanti del mondo. E credo che Spalletti sappia come usarlo. L’argentino è un uomo da area di rigore. La questione è semplice. Se la squadra lavora per lui, Icardi segna gol a grappoli. Se non lavora per lui, Icardi non segna. Andare troppo fuori dall’area non è il suo mestiere. E’ un lavoro che compete ad altri. Icardi deve segnare».

 

Lei è calcisticamente innamorato dei numeri 10 di una volta?

 

«Non ci sono più. Nemmeno in Italia dopo Totti e Del Piero. E infatti la Nazionale soffre. Ora esistono gli esterni che devono lavorare sulle fasce e accentrarsi. Il calcio va in questa direzione. Ma la regola fondamentale non cambia: le partite vengono decise da quelli bravi».

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