Nazionale, Gazzetta distrugge Balotelli e Jorginho

Nazionale, Gazzetta distrugge Balotelli e Jorginho. La Gazzetta dello Sport non salva proprio nessuno degli undici schierati ieri inizialmente da Roberto Mancini contro la Polonia.

Solo Federico Chiesa, subetrato al posto di Lorenzo Insigne, è stato autore di una buona prova così come Bonaventura e Belotti. Deludono su tutti Jorginho “un’idea di gioco così chiara l’Italia non ce l’ha” e Mario Balotelli:

Nazionale, Gazzetta distrugge Balotelli e Jorginho

“La mediana è una palude di sabbie mobili dove il pallone si perde e Jorginho affonda. Un conto è vivere al centro del Chelsea, un conto è farlo qui. A Londra deve soltanto legare il gioco, recapitare la posta ai campioni che creano e decidono: Willian, Hazard, Kovacic… I meccanismi di Sarri gli consentono compagni vicini e appoggi comodi. In questa Italia, spalleggiato da Pellegrini (46’ di campionato nelle gambe) e da Gagliardini (escluso dalla lista Champions), deve prendersi responsabilità di costruzione superiori alle sue possibilità, in spazi più larghi che lo sfiancano, pressato da Zielinski che se lo mangia. Gagliardini e Pellegrini si dividono le mansioni: più in copertura l’interista, più alto il romanista a sostegno del tridente offensivo. Ma neppure da loro arrivano scintille. Bologna è lo spietato spot dell’emergenza a centrocampo di cui soffre il nostro calcio, segnalata anche da Zaniolo.

MARIO CHI? Con i fari spenti in regia, bisognerebbe mungere le fasce con la rabbia dei disperati. Ma Zappacosta, altra riserva nel suo club, e Biraghi, sono due opzioni di ripiego e non hanno la personalità per attaccare con rabbia la linea di fondo. I due esterni alti avrebbero bisogno di essere imbeccati con precisione e tempismo per scatenare il loro talento con profondità. Ma, come detto, lì in mezzo c’è un buco nero e Bernardeschi e Insigne ci mettono poco di loro per migliorare la situazione. Un filo meglio lo juventino, che almeno mette fisicità e cerca la porta. L’Insigne da Nazionale è il solito eterno incompiuto. E’ chiaro che in fondo al censimento di tutte queste difficoltà non possiamo trovare un centravanti felice. A Balotelli arrivano solo briciole e lui non fa niente per meritarsi di più. Nelle poche palle che gestisce, nelle zuffe d’area e, soprattutto, nei movimenti che non fa per dettare meglio il passaggio, Mario dimostra la sua forma precaria. E i suoi limiti tattici.

ARIA NUOVA I cambi di Mancini nella ripresa migliorano la situazione. Bonaventura ci mette più gamba di Pellegrini, ma soprattutto Chiesa entra come il vento da una finestra: cambia l’aria, porta allegria, fame, sfrontatezza. A differenza di Insigne, corre anche in orizzontale. Infatti va a procurarsi ilrigore sulla fascia più lontana. Belotti che lo imbecca supera in utilità Balotelli. Jorginho redime in parte la sua notte dal dischetto: 1­1 al 33’. Chiudiamo in attacco, anche perché la Polonia, stanca e disarmata troppo presto di Zielinki, non riparte più come prima. Bravi gli azzurri a reagire con orgoglio. Prendiamoci il punticino senza fare troppo gli schizzinosi. Questi siamo, per ora”.

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