Torino, Mazzarri: “Baselli out, Zaza non al top. Nelle grandi tutti possono star fuori. Inter? Tempo galantuomo”

| 25/08/2018 20:40

Ultime Torino, Mazzarri: “Nelle grandi tutti possono star fuori. Inter? Tempo galantuomo”

Ultime Torino Mazzarri | Walter Mazzarri, tecnico del Torino, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della partita al San Siro contro l‘Inter. Ecco le sue dichiarazioni:

Sulla gara con la Roma: “Volevo sottolineare che noi dobbiamo ripartire dalla mentalità, organizzazione e spirito di squadra del secondo tempo. Aver fatto il 58% di supremazia territoriale e creato due occasioni nitide è stato per me molto importante. Purtroppo ci è mancato solo il risultato. L’ho già detto alla squadra che se dovessimo giocare sempre così, di partite ne perderemo poche. Nel primo tempo abbiamo fatto benino, siamo stati ordinati e abbiamo creato un paio di ripartenze, ma non avevamo quell’atteggiamento che chiedo io. Mancava qualcosa. Nel secondo invece abbiamo fatto tutto quello che volevo io. Purtroppo i punti non ce li regala nessuno e dobbiamo sfruttare le occasioni. Questo, con la mia esperienza, magari tra qualche mese passerà in secondo piano, ma ora mi fa un po’ girare le scatole”.

Su chi giocherà: “Baselli domani non sarà disponibile e dispiace perchè ha fatto tutta la preparazione con me, stava bene e è un giocatore importante che può essere molto utile al Toro. Abbiamo fatto i test di Zaza, Soriano, Aina e Djidji e si è capito che non sono al top. In una settimana non si può fare quello che si fa in un mese e mezzo. I 90 minuti nelle gambe non li hanno ancora, devono crescere molto. Domani avrò già uno o due cambi predefiniti e un po’ mi dispiace. Nel calcio moderno oltre agli 11 titolari sono importanti anche i cambi. Con la Roma volevo mettere un cambio in attacco, ma non ho potuto per gli infortuni. Ormai si gioca in 14. Purtroppo Adem ora ha più o meno un tempo nelle gambe, così vale con chi è rientrato tardi dal Mondiale e qualcuno che è stato infortunato come Lukic. Cercherò di mettere in campo chi mi dà più garanzie e poi vedremo al momento. Anche Ansaldi non è al meglio e se giocherà dall’inizio saprò già che dovrò sostituirlo”.

Sulle scelte: “In una rosa dove ci sono giocatori bravi si sceglie. Chi è più in forma e fa bene va in campo. Io devo scegliere. Chi non si rende utile alla squadra sta fuori, chiunque sia. Non è detto che Iago Falque debba star fuori. Nel calcio di oggi servirebbe il quarto cambio, nelle grandi squadra bisogna accettare la panchina se necessario. Quando si è esclusi bisogna essere di supporto ai compagni e non creare problemi. Questa è la mia filosofia. Le scelte le fa l’allenatore basandosi su quelle che vede. La concorrenza è giusta e i giocatori devono accettarla, può stare fuori chiunque. La nostra identità non cambia contro il 4-2-3-1. A seconda degli avversari cambierà il modo di affrontare determinate situazioni”.

Sui leader: “Io credo nell’organizzazione di gioco, per cui per me i leader sono quelli che danno tutto in campo. Si diventa leader facendo bene il proprio mestiere. Sirigu è un leader perché para così, ma anche un giovane che si fa dare la palla in un momento di difficoltà per me è un leader. Contro la Roma all’inizio siamo stati timidi, l’ho detto ai ragazzi. Per me il leader è chi dà l’esempio. Pensando così la squadra può crescere in mentalità”.

Su Belotti e Icardi: “Sono due attaccanti forti e due giocatori importantissimi, ma sono solo due undicesimi delle rispettive squadre. Questo è il vero Belotti. L’anno scorso ha subito tanti stop, ora è tornato quello che conoscevo, l’uomo a tutto campo. Poi se fa anche gol dipende anche dalla squadra e dagli episodi”.

Su Belotti e Zaza: “Belotti e Zaza sono due centravanti e nei club e in Nazionale sono stati alternati. Sono entrambi due prime punte. Sto facendo esperimenti e li ho provati sia alternandoli che insieme. Zaza dei due è quello più malleabile è più adattabile da seconda punta”.

Sassuolo-Inter SpallettiTra presente e passato

Su Spalletti: “Tecnico molto preparato e con una squadra forte, ma noi dobbiamo fare la nostra partita e metterli in difficoltà. La stretta di mano dello scorso anno è stato un malinteso, ma in senso goliardico, non c’era nient’altro. A San Siro ci ho giocato un’infinità di volte, poi ci sono stato un anno e mezzo e da padrone di casa. Stadio con un fascino particolare, ho avuto un buon rapporto con la curva nonostante la fine”.

Sul suo tempo all’Inter: “Il tempo è galantuomo. Le parole di Mazzola mi fanno piacere e lo ringrazio. Nella vita capitano situazioni più grandi di noi, tipo una società che cambia e segna un’epoca. Poi il tempo ha detto altre cose e sono state valutata in maniera diversa da come lo erano state a caldo”.


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