Torino, Mazzarri: “La rosa è ampia, in uscita accadrà qualcosa. Davanti siamo tantissimi. Su Zaza…”

| 18/08/2018 16:00

Calciomercato Torino, Mazzarri: “La rosa è ampia, in uscita accadrà qualcosa”

Calciomercato Torino Mazzarri | Walter Mazzarri, allenatore del Torino, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della partita con la Roma. Ecco le sue dichiarazioni: “Innanzitutto ci tengo a salutare i giocatori che sono andati via, alcuni di loro non sono nemmeno riusciti a salutarli come si deve perché l’ultima settimana è stata movimentata. Domani inizia il campionato, che per quest’anno è la competizione più importante che affronteremo anche se vogliamo andare avanti anche in Coppa Italia. Volevo chiedervi, visto che avremo altro tempo per parlare dei nuovi arrivi, se è possibile parlare soprattutto della partita di domani. Sapete bene il livello della squadra che affronteremo e siccome l’ultima settimana è stata movimentata vorrei che i giocatori stessero concentrati perché occorre tirare fuori il meglio”.

Sulla partita di domani: “La Roma è fortissima, soprattutto a centrocampo hanno fatto operazioni strabilianti. Erano già forti l’anno scorso, con Di Francesco che li ha portati a fare bene in campionato e in Champions, e si sono ulteriormente rinforzati. Hanno fatto amichevoli internazionali e stanno bene. Domani c’è la variabile del minutaggio perché alcuni giocatori non sono abituati a fare novanta minuti; vista la forza della Roma, noi dovremo essere bravi a tirare fuori il meglio ed essere perfetti”.

Sulla tragedia di Genova: “Mi adeguo alle scelte della Lega anche se secondo me sarebbe stato giusto che non giocasse nessuno. Quindi col dolore nel cuore giocheremo. Colgo l’occasione per fare sentite condoglianze ai familiari delle vittime”.

Torino Urbano Cairo ZazaSul mercato: “Noi siamo qui per presentare la partita di domani con la Roma. Un allenatore serio come penso di essere deve pensare a tirare fuori tutto il meglio dai giocatori a disposizione. Credo in quello che faccio quindi cerco di parlare solo della partita. Se poi costretto dalle vostre domande devo parlare di mercato, dico: Zaza ad esempio non l’ho ancora visto. So già le domande che mi farete, sulla loro possibilità di integrarsi nel mio modulo eccetera. Voi avete capito che abbiamo lavorato un mese e mezzo, ora si devono inserire dei giocatori nuovi. Quando parlerò di loro, lo voglio fare con cognizione di causa, avendoli allenati”.

Se è soddisfatto del mercato: “Credo nel lavoro e nell’organizzazione. Ho dato indicazioni sul numero dei giocatori che è giusto avere a disposizione se facciamo solo due competizioni. In carriera quando ho avuto una rosa ben assortita numericamente sono riuscito a fare rendere i giocatori al 110%. Per un allenatore è fondamentale. La rosa è ampissima, c’è ancora il mercato aperto in alcune nazioni. Siamo tanti. Anche l’anno scorso si parlava di grande qualità. Se i ragazzi saranno tutti coinvolti e accetteranno le scelte si potrà fare bene. Punto. Sbilanciarmi su altri discorsi in questo momento non mi piace”.

Se i giocatori appena arrivati domani giocheranno: “Ho detto a Pondrelli che Zaza deve fare i test atletici per capire in che condizioni è arrivato. Sicuramente ho 30 giocatori in rosa, per sceglierne 11 devo conoscerli al meglio, e sapere tutto su di loro, per essere onesto con società e tifosi”.

Su ciò che lo intriga di più di questa nuova squadra: “Io non sono uno che si intriga o meno. Io credo che da Bormio in poi abbiamo fatto un lavoro eccezionale. I giocatori nuovi che sono giovani hanno già iniziato a migliorare. I nuovissimi, quelli arrivati in questa settimana, ovviamente li conosco ma devo capire la loro condizione. Comunque da un mese e mezzo ho lavorato su determinati meccanismi di gioco. A Bormio ho lasciato le porte aperte e ho sentito commenti ottimistici. Tanti hanno capito che fare l’allenatore non vuol dire solo scegliere la formazione, ma istruire al meglio i giocatori per farli migliorare affinché abbiano vantaggi quando giocano contro avversari. Credo nel lavoro e nell’organizzazione e credo in una squadra coesa. Infatti, visto che in certi reparti siamo tanti, spero che chi sarà escluso faccia il professionista e non faccia sentire al gruppo la sua insoddisfazione per non avere giocato”.

Se il centrocampo è corto: “No, in difesa a centrocampo e sugli esterni siamo a posto dal punto di vista dell’assortimento. Davanti invece siamo in tantissimi”.

Sugli uomini a disposizione: “E’ da verificare il minutaggio degli uomini a disposizione. Chi partirà dall’inizio non deve chiedere il cambio nel secondo. Ansaldi ad esempio è arrivato due o tre giorni prima e sta un po’ meglio. Ma Ljajic e Niang hanno 20-30 minuti nelle gambe. Queste sono variabili che magari interessano solo a me, magari Di Francesco mi capisce. Io valuto tutto. In un’amichevole possono cambiarne dieci. Domani ho tre cambi. Se ne metto in campo undici e mi chiedono il cambio in quattro che faccio? Devo mettere dall’inizio gli undici che mi danno più garanzie dal punto di vista fisico. Il modulo? Non voglio dare vantaggi alla Roma ma con il Cosenza eravamo messi in modo leggermente diversi. Abbiamo due moduli su cui lavoriamo, noi partiremo in un modo e magari potremo cambiare a gara in corso”.

Sulle condizioni di Rincon: “Lui è uno di quelli che stava meglio dal punto di vista dei novanta minuti. Non credo che due giorni fermo possano cambiare questo fatto. Sono altre le variabili da tenere in considerazione”.

Sul mercato in uscita: “Ho detto alla società che secondo me la rosa deve essere numericamente composta in un certo modo. A me non interessa se siamo 30 o 25, ma che i giocatori, e voi giornalisti compresi, sappiano che se ne devono scegliere undici più tre che entrano. E’ questo il discorso da fare capire. Se i giocatori accetteranno le mie scelte che saranno fatte una volta che avrò preso visione di tutta la squadra, bene. Chi non sarà contento verrà a chiedere altre soluzioni, ma a quel punto non riguarda più me ma la società. Se mi accorgo che chi è scontento è deleterio, meglio che o vadano via o vadano in tribuna. Un’altra considerazione. Se avete visto i Mondiali, credo che Germania, Spagna e Argentina dal punto di vista tecnico non avessero rivali. Ma il calcio è fatto di spirito di squadra e unità di intenti. Per dare soddisfazioni ai tifosi dobbiamo essere coesi”.

Torino, berenguerSe Berenguer può giocare: “Lui è uno di quelli che può giocare a destra come a sinistra. Contano i movimenti della squadra più che il singolo giocatore; ci devono essere dei meccanismi che permettono al singolo di fare bene. Domani quindi vedrete le mie scelte”.

Su come segnano le sue squadre: “Se guardate le mie squadre del passato, dalla Reggina al Livorno, vedete che facevano gol in tutti i modi. Si gioca sui cross degli esterni o sulle verticalizzazioni. Noi sulla fase di attacco lavoriamo con attenzione. Noi dobbiamo imporre il gioco e fare azioni manovrate con un po’ di palleggio ma anche non lasciare spazi agli avversari in ripartenza. Perché le squadre moderne ragionano in questo modo: se riusciamo ad essere squadra non ci saranno problemi per fare gol”.


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