Calciomercato Roma, Di Francesco: “Mercato? Spero in 22-23 giocatori di livello”

Calciomercato Roma Di Francesco | Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, ha parlato dopo l’amichevole persa con il Real Madrid. Ecco le sue dichiarazioni:

Su come si sta muovendo la squadra: “Sono partite che ti fanno capire dove devi lavorare. Due tiri in porta mi sembra riduttivo per quello che abbiamo creato, in alcune occasioni non abbiamo calciato o siamo stati rimpallati alla fine. Potevamo sfruttare meglio le palle recuperate. L’anno scorso facevamo 2 mila tiri e non facevamo gol, mi sembra riduttivo parlare di numeri. Sicuramente alcune cose le dobbiamo migliorare, abbiamo giocato con squadre di livello altissimo, si può sbagliare. Non mi è piaciuta la fase difensiva iniziale, hanno lavorato in maniera disordinata e avrei preferito non succedesse, specialmente sul primo gol che ha poi determinato la dinamica della gara”.

Sulla condizione atletica: “Fortunatamente ancora non bene. Quando si fa un percorso di lavoro ci sono squadre che hanno lavorato meno e inizialmente è un vantaggio. Il concetto è sempre che si è lavorato per arrivare al campionato in una buona condizione. Questo è un momento in cui la squadra ha messo tanto lavoro dentro, pensate che Coric che è entrato gli ultimi 20 minuti mi ha detto che sentiva le gambe pesanti. Vuol dire che abbiamo spinto abbastanza, come è giusto che sia. Abbiamo fatto tanti trasferimenti, una tournée lunga, ma io sono dell’idea che queste partite lasciano il tempo che trovano. Le mie scelte non sono fatte in base all’undici migliore, ma cerco di portare tutti in condizione. Ovviamente su tante cose si può fare meglio, ma non scordiamo con chi abbiamo giocato, questo fa la differenza”.

Sulla rosa: “Alla fine spero di avere 22-23 giocatori che siano di buon livello”.

Ultime Roma, la situazione dei calciatori

Sulla condizione di Karsdorp: “Nel ritiro ha alternato un po’ e non ha fatto tutto e obiettivamente non ha 90 minuti nelle gambe, la dimostrazione è la mezz’ora giocata oggi. Non ha avuto grande continuità negli allenamenti. Mi è piaciuto come è entrato, con ottima personalità e ottima spinta. Va ancora un po’ in giro per il campo, ma è il desiderio di voler fare più del dovuto che ti porta ad andare oltre. Mi è piaciuto come determinazione, quella che in alcuni momenti della gara non mi è piaciuta. Nel primo tempo dovevamo essere più determinati in alcune aggressioni”.

Sul portiere: “Olsen è arrivato in ritardo e anche lui ha lavorato tantissimo e per quello ho ritenuto opportuno dare la possibilità a entrambi di far vedere le proprie capacità. Li conosco meno, Mirante un po’ di più. Io so bene o male quale possa essere la squadra titolare, ma posso giocare una stagione intera facendo sentire titolari solo 11 giocatori? Se non capite ancora cosa intendo io per titolari o no, ribadiamo sempre le stesse cose. Ci sono dei giocatori che devono crescere, altri che sono giovani come Kluivert che deve capire ancora come muoversi in certi momenti della gara e altri che sono già in condizione buona”.

Sulla posizione di Schick: “Ho voluto rivederlo in quella zona dove aveva giocato in passato e non avendo in questo momento a disposizione dei mancini ho voluto mettere lui per vedere come si muoveva ancora. Può succedere sia dall’inizio che a partita in corso, ha caratteristiche differenti dai soliti esterni, era un’idea che avevo già prima della partita. Poi volevo far giocare di più Dzeko, avevo Ünder fuori e ho scelto così”.