Torino, Cairo: “Lavoriamo a fari spenti, in attacco non c’è solo Belotti. Juan Jesus? Non faccio nomi”

| 20/07/2018 17:20

Calciomercato Torino, Cairo: “Lavoriamo a fari spenti, in attacco non c’è solo Belotti”

Calciomercato Torino Cairo | Urbano Cairo, presidente del Torino, ha parlato di mercato ai microfoni di RMC Sport. Ecco le sue dichiarazioni:

Se Belotti può essere considerato il nuovo acquisto: “Non mi piace mai rappresentare una squadra in un solo giocatore, abbiamo tanti profili importanti in rosa. Belotti è chiaro che è un giocatore importante, ma nel pacchetto avanzato abbiamo tante soluzioni, come Iago Falque e lo stesso Niang, che da centravanti ha offerto ottime prestazioni. Non abbiamo neanche un solo giocatore in prestito: i nostri calciatori sono tutti di proprietà. La rosa è ampia e siamo un team solido, con un allenatore dalle grandi capacità: per Mazzarri non era facile subentrare, ma ha portato a casa tanti punti nel girone di ritorno. Amo la sua attenzione ai dettagli e la capacità di far crescere i giovani. Il nostro è un progetto ampio, sano e lungimirante: 4 volte su 5, negli ultimi anni, ci siamo piazzati nella parte sinistra della classifica. Oggi il Torino lotta per qualcosa di più della retrocessione, grazie anche a un settore giovanile che ha fatto benissimo nel recente passato”.

Sull’arrivo di Cristiano Ronaldo: “La Serie A ha assunto una dimensione molto più importante: l’interesse si è propagato su tutte le squadre, non solo sulla Juventus. In questa sessione di calciomercato, tra acquisti e riscatti, il Torino ha speso 49 milioni di euro: è la più importante campagna acquisti che io abbia mai fatto. Con l’arrivo di Ronaldo, investimenti anche importanti sono purtroppo passati in secondo piano. Va bene comprare giocatori importanti, ma poi in fin dei conti si gioca in 11 e la panchina demotiva i calciatori: lo stesso Mazzarri mi ha chiesto solo un acquisto in difesa e forse a centrocampo, davanti siamo assolutamente coperti”.

Su Juan Jesus: “Dietro abbiamo 6 centrali di difesa ma due di essi si sono fatti male. Non faccio nomi, anche se dietro qualcosina certamente verrà fatta”.

Sui prossimi obiettivi: “Una bella domanda alla quale non darò risposta (ride, ndr.). Mihajlovic ad esempio, in questo senso, quando arrivò da noi due anni fa si sbilanciò forse un po’ troppo con le promesse e le aspirazioni. Creare delle aspettative eccessive può non essere giusto: a volte le cose si possono pensare ma è meglio non dirle. L’obiettivo è quello di lavorare a fari spenti, per conseguire risultati sportivi all’altezza”.


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