Mario Balotelli, in un video per la FIFA contro il razzismo in occasione dei Mondiali, ha criticato la legislazione dell’Italia per favorire certi comportamenti

Balotelli razzismo Italia | Tornato in Nazionale con l’avvento di Mancini, l’attaccante del Nizza è da sempre in prima linea nella lotta al razzismo. Recente il becero attacco di alcuni esponenti di estrema destra verso di lui: oggi in un video diffuso dalla FIFA per i Mondiali antirazzisti che si disputeranno a Modena, un nuovo appello alla lotta contro una piaga dei nostri giorni. Il centravanti è uno strenuo sostenitore dello ius soli (o diritto di cittadinanza per gli stranieri nati sul suolo italiano) a prescindere dalla provenienza dei genitori, e ha ancora criticato la normativa in Italia.

Io sono italiano al 100%“, ha sottolineato nel video, “perché sono nato a Palermo, in Sicilia, con mamma e papà provenienti dal Ghana, ma non tutti se ne rendevano conto. La legge italiana è errata. Forse è quella la causa per cui qualcuno vede le persone di colore come diverse, o inferiori, o che sbaglino in qualsiasi caso, anche in mezzo ad una fotografia di una squadra di calcio”.  

Balotelli incolpa l’Italia del razzismo

Balotelli si scalgia poi contro ogni forma di razzismo: Dobbiamo percorrere ancora tanta strada per far sì che gli stadi italiani siano liberi da questa piaga. L’Italia non è un paese razzista, ma i razzisti ci sono. La Francia non è un paese razzista, ma i razzisti ci sono”.

“In ogni Paese esiste qualcuno che ha un pensiero marcio“, conclude infine SuperMario “il compito di tutti è isolare certe persone, renderle ridicole di fronte a un modo di pensare medievale che nel 2018 non può più esistere“.