In un’intervista rilasciata ai taccuini di France Football, Yayà Toure non le ha mandate a dire a Pep Guardiola, attuale allenatore del Manchester City

Queste le sue dichiarazioni

“Forse noi africani non siamo sempre trattati allo stesso modo da certe persone, vi spiego bene cosa intendo. Parlo in particolare di Guardiola. Quando vedo i problemi che spesso ha avuto con i giocatori africani, ovunque sia stato, mi faccio delle domande.Voglio essere io l’uomo che infrange il mito di Pep Guardiola. Ho provato a capirlo e ho persino chiesto ai miei allenatori le mie statistiche. Quando ho capito che erano più o meno buone, sia in allenamento che in gara, ho capito che non si trattava di fisicità, di tecnica o di altro, io non giocavo per un motivo ben preciso. Non so perché, ma ho l’impressione che fosse geloso, mi ha preso per un rivale e non mi ha più consideratp. Era crudele con me. Pensi davvero che avrebbe potuto essere così con Andres Iniesta? E’ arrivato al punto che mi sono chiesto se fosse a causa del mio colore. Non sono il primo, altri giocatori della Barca si sono fatti la stessa domanda

Ero il vice-capitano e, davanti a tutti, mi ha detto: ‘Non ti vedo motivato. Se non vuoi restare, vai dai proprietari per sistemare la situazione’. Una mancanza di rispetto assoluta, un qualcosa di insopportabile. Lui finge di non avere nessun problema con i calciatori di colore, perché è troppo intelligente per essere intrappolato, non lo ammetterà mai. Il giorno in cui schiererà una squadra in cui troveremo cinque africani, non naturalizzati, ho promesso che gli manderò una torta”.