Da campione dell’Inter a venditore di caffé in California: la parabola di Hakan Sukur

| 04/05/2018 16:00

Dall’Inter ai tavolini di un caffè in California: la storia di Hakan Sukur ha dell’incredibile, ma è il racconto di un uomo che ha messo la libertà davanti a tutto

Hakan Sukur Inter | In poche persone sanno chi sia a Palo Alto, in California: anche gli italiani, che lo hanno visto in campo in Serie A nei primi 2000, fanno fatica a a ricordarselo. L’attaccante turco gestisce il locale ma lavora anche in sala: un cambio di vita radicale, come raccontato al New York Times in un’intervista, determinato dalla necessità di lasciare la Turchia per motivi politici. Contro di lui il governo del presidente Erdogan ha emesso un mandato di arresto, suo padre è finito in prigione per quasi un anno. I suoi beni, dalle case ai conti in banca, sono tutti stati sequestrati dal regime.

Così nel 2015, dopo aver fatto visita a degli amici, decise di trasferirsi in California, portando con sé moglie e tre figli. “Bel tempo, bella vita. E poi voglio che i miei figli siano liberi, che siano persone indipendenti. La Turchia resta il mio paese e amo la mia gente, anche se l’idea che hanno di me è distorta a causa del condizionamento dei media. Ma non sarà sempre buio, io credo che un giorno la luce tornerà e magari un giorno torneremo lì, per riabbracciare anche i miei genitori che ormai vedo solo su FaceTime”.

Il calcio non lo ha dimenticato: gioca in una squadretta locale e i compagni, almeno loro, sanno chi sia quest’omone che serve polpette in una bakery. Cosa che, tra l’altro, non vorrebbe fare per sempre. In attesa del rinnovo del visto (scade nel 2020), Sukur cerca finanziatori per costruire un centro sportivo. “Non è facile però, la gente ha paura a farsi vedere con me”.


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