Juve news | L’ex arbitro De Marco: “Non era rigore, ma per il Var è difficile”

Andrea De Marco, ex arbitro oggi moviolista di Premium Sport, ha parlato del rigore di Benatia nel corso di un’intervista concessa a Tuttosport:de marco

Notizie Juventus: tiene banco ancora il rigore

Cosa si pensa in quei secondi?

«Appena fischi, in testa vivi di nuovo il film dell’azione. Lì per lì sei convintissimo di quello che fai. Ricordo il mio caso della simulazione di Krasic sull’intervento di Portanova. Diedi rigore e sul campo non avevo dubbi e poi rivendendolo a casa mi accorsi dell’errore. A volte non c’è neppure bisogno di rivedersi, ci pensano gli amici o gli osservatori a darti la brutta notizia. Sono brutti momenti perché commettere uno sbaglio non è mai piacevole, per questo invidio i colleghi che adesso possono arbitrare col supporto tecnologico».

Qual è l’indirizzo nei casi da rigore così delicati ?

«In partite così importanti, come un quarto di Champions League, devi concedere il calcio di rigore soltanto se sei sicuro al centocinquanta per cento. Deve essere un penalty netto, solare. Probabilmente per Oliver lo sarà stato, anche se non sapremo mai cosa abbia visto esattamente lui o cosa gli abbiano comunicato i collaboratori. Io, vedendo il contatto Benatia-Lucas Vazquez dalla televisione, non l’avrei concesso. Però non ero in campo, io».

Qualche dubbio, in quei momenti, viene a un arbitro o una volta che uno fischia si isola da tutto?

«Sicuramente quando vedi scattare in quel modo Gigi Buffon, che è uno dei giocatori più corretti che ho arbitrato in carriera, qualche dubbio ti viene. Sarà venuto anche Oliver, è umano».

La tecnologia quanto avrebbe potuto aiutare l’arbitro inglese nel prendere la decisione?

«Bisogna fare delle distinzioni».

Spieghi pure…

«Se per supporto tecnologico intendiamo il Var, beh in questo caso non sarebbe intervenuto. Trattandosi di un episodio interpretabile il Var avrebbe supportato la decisione del direttore di gara. Però…».

Però…

«Se avesse avuto il sostegno tecnologico, Oliver avrebbe potuto evitare di fischiare il calcio di rigore immediatamente. Avrebbe potuto prendere tempo per andare a riguardarsi l’azione al monitor».

A quel punto sarebbe stato più semplice o avrebbe avuto ancora più dubbi?

«Sarebbe stato più facile per un motivo, che è poi quello di cui parlavo all’inizio. Se quando sei davanti al monitor ti trovi a riguardare l’immagine da 2-3 angolazioni diverse significa che non si tratta di un rigore netto e allora al ‘93 di un quarto di Champions non lo assegni».