Juventus news, Sconcerti: “Rigore? Difficile contestarlo ma anche accettarlo”

Mario Sconcerti, giornalista del Corriere della Sera, ha parlato della gara di ieri sera tra Real Madrid e Juventus finita con il passaggio del turno degli spagnoli nel corso del suo consueto editoriale.

Notizie Juventus, l’opinione di Sconcerti sul rigore

“La diversità con l’incredibile partita della Roma è che il Real c’è stato sempre. Non è scomparso come il Barcellona. Ha commesso molti errori, come ogni volta che deve rincorrere l’avversario, ma ha continuato a vivere sul campo. L’arbitro poi ha deciso tutto all’ultimo minuto con un giudizio che aveva correttezza ed esagerazione. Difficile contestarlo, difficilissimo accettarlo. È stata una partita non immaginabile, come se qualcosa nel vento avesse davvero girato il senso del calcio.

Juve news: Sconcerti sulla gara

In realtà non c’era mai stata la differenza di Torino fra queste due squadre opposte, al punto che il gol che alla fine ha deciso non è stato il rigore di Ronaldo, ma quel suo gol in rovesciata che è già entrato nell’epica del calcio. Tutto scivola via nel gesto di un solo calciatore, il resto è rammarico e diversità, ma non distanza. Real-juve era e rimane una partita aperta. La Juve ha comunque battuto il Real a casa sua in modo netto, pauroso. Esce dalla Champions senza aver capito dove ha davvero sbagliato.

Ultimissima Juventus: Sconcerti su Ronaldo

Ronaldo è stato l’uomo oltre la linea dell’orizzonte, ha deciso ma non sconvolto i valori. Più nel tecnico, la partita ha raccontato l’importanza tattica di Mandzukic, l’altro uomo del confine con i suoi gol e i suoi rientri, l’azzardo necessario per una Juve che non ha abbastanza mezzi normali per andare oltre i grandi avversari. Le difficoltà di Higuain a rimanere solo, la leggerezza di Pjanic, un fuoriclasse che si è abituato al facile; la presenza di Buffon fino in fondo, fino alla spinta all’arbitro che non può chiudere la sua carriera in Champions. Non è chiaro ormai dove sia il limite di Buffon, se nella necessità di smettere per età o nel bisogno che ne hanno gli altri. Niente dice che debba farlo, tantomeno la partita di Madrid.

Si può eccepire che sul 3-0 la Juve si è molto più chiusa, ma non è stata una scelta, è stata una necessità. L’avversario esisteva e andava per linee verticali, non si accontentava di tenere il pallone. Così quasi stancamente si è arrivati al rigore, un rigore di sfinimento. Nessuno ci credeva più, tutti pensavano di poter andare oltre la regola, compreso Benatia. 

È una straordinaria impresa mancata frutto di un’altra impresa fallita, quella della partita in casa. Le squadre sono allo stremo della loro grandezza, questo le rende imprevedibili e vicine. Entrambe un po’ troppo usate. La forza della Juve è stata rendere la seconda gara una moneta impazzita, ma aveva già buttato via la qualificazione. Il Real è una bellezza rinascimentale che ha già preso la via del barocco. Dispiace, è mancato un soffio, ma era nell’aria”.

Questo Mario Sconcerti per il Corriere della Sera