Roma-Fiorentina, Graziani analizza per noi la sfida tra le sue due ex squadre.

Roma-Fiorentina Graziani

Roma-Fiorentina, Graziani | Roma-Fiorentina e’ senza dubbio il big match di questa giornata di campionato. I giallorossi, dopo la pesante sconfitta Champions sono chiamati a risollevarsi subito, ma avranno di fronte una compagine come quella viola, che arriva da cinque vittorie consecutive. La redazione di Calciomercato24.com e’ andata a intervistare il grande ex di entrambe le squadre, Ciccio Graziani. Il centravanti campione del mondo a Spagna ’82, che a Firenze prima e a Roma poi ha sfiorato lo scudetto, dopo quello vinto con il Torino. E che ci ha raccontato come vivra’ questa sfida tra due club cui e’ rimasto molto legato.

Roma-Fiorentina vista da Ciccio Graziani

Il primo ricordo degli anni a Firenze e a Roma, come citta’ e come squadra e di Roma.

“Sono stato bene in tutte e due le societa’. A Firenze sono stato due anni, poi sono tornato a fare l’allenatore del settore giovanile e ho avuto la fortuna di allenare la prima squadra per poco tempo. A Roma ho vissuto momenti molto belli, peccato aver vinto poco. Abbiamo vinto solo due coppe Italia. Trofeo che oggi e’ molto piu’ importante di un tempo. Quando magari c’era meno interesse in quella manifestazione. Mi sono trovato benissimo in entrambe le realta’ e vedro’ con piacere la partita domani per rendermi conto di come stanno le due squadre”.

Pesera’ di piu’ l’assenza di Chiesa nella Fiorentina o il colpo psicologico della sconfitta al Camp Nou per la Roma?

“Per la Fiorentina, quella di Chiesa e’ un’assenza pesante, pero’ la  squadra non dipende solo da lui. Mentre invece la Roma viene da una batosta psicologica non indifferente. E fara’ sicuramente molto turnover, anche ascoltando le dichiarazioni di Di Francesco. Perche’ nel calcio mai dire mai e vorranno preparare al meglio la gara di ritorno. La Roma ha comunque il dovere di vincere domani, perche’ impegnata in una corsa Champions che da’ tante motivazioni. Ma i viola vengono da 5 vittorie consecutive e sono una squadra in salute, che sta bene. Sara’ sicuramente una bella partita”.

Roma 60, Inter 59, Lazio 57. La riuscira’ a qualificarsi per la prossima Champions?

“In questo momento e’ quella piu’ accreditata. Anche perche’ e’ davanti in classifica. L’Inter domenica va a Torino e bisogna vedere cosa succede. La Lazio sta facendo un campionato strepitoso ma e’ in ritardo di 3 punti. Mancano 7 partite e tutto ancora puo’ succedere, ma credo che la Roma sia la favorita rispetto alle altre due”.

Cosa e’ mancato quest’anno ai giallorossi per lottare per lo scudetto?

“La Roma ha patito sicuramente il problema del gol a inizio stagione, con Dzeko che non si e’ ripetuto ai livelli dell’anno precedente. E poi la discontinuita’. La Roma puo’ vincere con chiunque e perdere con chiunque. E questa e’ un’equazione che non va bene. Troppa discontinuita’ c’e’ stata quest’anno. E nonostante questo la squadra e’ ancora li’, terza in classifica con il rammarico che molto probabilmente avrebbe potuto recitare un ruolo diverso. Pero’, tutto sommato, e’ ancora li’ che se la gioca per il traguardo per cui erano partiti a inizio stagione”.

Cosa servira’ il prossimo anno per fare lo scatto decisivo per lottare per lo scudetto?

“La rosa della Roma e’ molto competitiva e non so cosa faranno nel mercato estivo, ma credo che la squadra dovra’ migliorare nel dare piu’ continuita’ alle potenzialita’ tecniche a sua disposizione. Troppi alti e bassi. Di Francesco dovra’ lavorare soprattutto su questo. Poi non so quanti giocatori arriveranno e quanti se ne andranno. Nelle difficolta’ di quest’anno il tecnico si e’ rivelato molto bravo e professionale. In alcuni momenti abbiamo visto la Roma giocare un bellissimo calcio, in altre circostanze no, ma teniamo conto che al di la’ del 4-1 a Barcellona anche in Champions ha avuto un ottimo cammino. Quindi il lavoro di Di Francesco deve essere visto soprattutto in termini positivi”.

La Fiorentina puo’ tornare a grandi livelli e cosa le serve per farlo?

“Servono 3-4 giocatori forti, ma la proprieta’ guarda con attenzione come primo obiettivo il bilancio. E la Fiorentina cosi non fara’ mai acquisti costosi come accaduto in passato con Mutu, Toni, Gilardino, Gomez e con altri calciatori che sono costati molto. Cerchera’ ad arrivare a essere piu’ competitiva con giocatori funzionali alle esigenze della squadra. Ma non prendera’ mai giocatori importanti”.

Consiglierebbe a Chiesa di restare a Firenze?

“Almeno un altro anno sicuramente si. Anche perche’ potrebbe essere l’anno della consacrazione. E poi vedere dove puo’ andare, anche perche’ e’ destinato ad andare verso altri lidi. Mi auguro resti in Italia. Se dovessi individuare una squadra in Italia che potrebbe avere bisogno di uno come lui, direi sicuramente l’Inter. Una squadra ideale per lui, grazie allo sviluppo del gioco sugli esterni che fa. Dove lui e’ fantastico”.

Quale sara’ il futuro di De Rossi?

“O resta a Roma o va a fare una esperienza all’estero. Io credo che in questo momento e’ un punto di riferimento importante per i giallorossi. Se dovesse lasciare la Capitale, comunque, non andrebbe in nessun’altra squadra italiana”.

Al Graziani giocatore, sarebbe piaciuto piu’ giocare con Chiesa o Under?

“Con Chiesa, senza dubbio”.

A questo punto, come finira’ Roma-Fiorentina?

“Sulla carta, nonostante la Fiorentina venga da 5 risultati importantissimi, ho impressione che la rabbia della Roma possa fare la differenza. E anche grazie al fattore campo, vedo i giallorossi favoriti per vincere. Ma attenzione perche’ la Fiorentina e’ una squadra difficile da giocarci contro in questo momento”. 

Sara’ anche la partita di Davide Astori…

“Io ho avuto la fortuna di conoscerlo quando giocava con mio figlio alla Cremonese. Ed era un ragazzo d’oro, educato. A Roma non ha avuto molta fortuna nella sua unica stagione. Non era neanche contento, perche’ era l’alternativa a Castan e Manolas. Ha giocato pochissimo. A Firenze ha trovato la sua dimensione ideale. Il rapporto con la Fiorentina era stupendo. E’ diventato il simbolo, il capitano, un giocatore importantissimo”.

 

di Francesco Monaco.