Juventus, l’osservatore Liguori: “Marotta prendi Vernier, è come Caldara”caldara

Nicola Liguori, fidato scopritore di talenti del dirigente Pierpaolo Marino e osservatore anche per Tuttosport, ha parlato nel corso di un’intervista concessa al quotidiano torinese:

Juve, le parole di Liguori su Vernier

«Adesso Varnier gioca nel Cittadella, ma può diventare un giocatore da squadra di prima fascia in serie A. Difensore giovane e italiano: fate attenzione a Marco Varnier».

Cosa glielo fa pensare?

«Perché lo seguo da un anno e continua a compiere progressi. La prima volta che l’ho visto giocare, nell’aprile 2017, ho pensato ci fosse un errore nella distinta: per come si muoveva in campo mi sembrava tutto tranne che un 18enne. In quell’occasione mi colpì la serenità con cui gestiva le situazioni».

A distanza di un anno – e di tante partite in cui lo ha monitorato – come si è evoluto Varnier?

«E’ migliorato nella regia e nell’impostazione: rispetto a dodici mesi fa possiede maggiore dominanza nella costruzione del gioco da dietro. Adesso è più sciolto, consapevole e sicuro dei propri mezzi. Il primo Varnier giocava molto semplice, mentre ora si prende anche la responsabilità di uscire palla al piede con disinvoltura e padronanza. Non è un dettaglio: a livello europeo si richiedono difensori che, oltre a essere abili in marcatura, abbiano qualità nell’avvio dell’azione. Sono convinto che Varnier abbia ancora margini di crescita da questo punto di vista».

Il punto di forza di Varnier?

«Possiede una fisicità importante (186 cm per 82 kg) che gli permette di essere dominante nei duelli (46,8% quelli vinti, dati Wyscout) e nel gioco aereo (60,9% i duelli aerei vinti) in entrambe le aree (2 i suoi gol , ndr). Però la qualità che fa di Varnier un giocatore di grande prospettiva è il senso della posizione. E’ preciso e pulito negli interventi, è un tempista».

Viaggia a una media bassa a livello di ammonizioni: 0,2 a partita. Un bene o un male?

«Il tempismo consente a Varnier di essere poco falloso e molto elegante. La sua “pulizia” a volte lo fa apparire meno cattivo di quanto si richieda a un centrale difensivo. All’inizio qualche dubbio è venuto pure a me. Poi, a forza di visionarlo, mi sono convinto che più che un limite sia una qualità la sua».

A chi paragonerebbe Varnier?

«Ricorda il primo Barzagli e in certi aspetti pure Caldara».

Previsione?

«Se migliorerà ancora di più nell’impostazione, e sono convinto che succederà, diventerà un difensore da club di prima fascia in serie A. In caso contrario dovrà accontentarsi di una A di livello inferiore. Sarà determinante la prossima stagione: mi aspetto di vederlo giocare con continuità nella massima serie. E’ già nel giro dell’Under 21 e, siccome mi dicono sia un ragazzo che si allena molto bene, mi aspetto che nel giro di qualche anno approdi anche nella Nazionale maggiore. I futuri difensori dell’Italia saranno Romagnoli, Rugani, Caldara e Varnier».

In quali squadre se lo immagina il prossimo anno?

«Fossi in Milan, Inter e Roma lo prenderei e lo aggegherei in rosa già in estate. In una squadra di Sarri lo vedo meno bene, proprio perché in impostazione è migliorato ma deve ancora crescere. Mentre nel caso della Juventus ripeterei una operazione alla Caldara: lo ingaggerei dal Cittadella per poi prestarlo a un’Atalanta o a un Sassuolo almeno per un campionato per consentirgli di giocare con continuità».
ù
 

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