Mario Sconcerti, giornalista e opinionista alla Rai, ha parlato ai microfoni di Rmc Sport della Roma in Champions e della Juventus

Queste le sue dichiarazioni

“I veri rimpianti non sono gli errori ma il calcio di rigore su Dzeko e quello su Pellegrini che mancano all’appello, avrebbero cambiato tutto il corso della partita. Io non mi sono molto meravigliato della differenza tra il Barcellona che pensavamo e quello che abbiamo visto. E’ una squadra che fa del possesso palla la sua arma letale, prima sfondava sulle fasce adesso invece per vie centrali. La Roma è stata in campo come tante altre volte, poteva starci un risultato diverso vista la grande prestazione tattica, ma il calcio è così. Adesso le possibilità di passare in Champions per le italiane sono davvero poche onestamente, parlo anche della Juventus. Ieri sera però si è riconosciuto nettamente un grande allenatore: Eusebio Di Francesco. Preparato tatticamente come pochi, ha dimostrato di essere all’altezza di un club come il Barcellona. Ha rinchiuso Messi e ha rivitalizzato un centravanti che in questo momento è più forte dell’avversario”.

Qual è l’aspetto sotto cui la Juve è uscita sconfitta contro il Real Madrid?
“Un Real Madrid di queste dimensioni l’avevo visto solo contro il Psg nella gara di ritorno, hanno preso i Blancos in una forma straripante, impossibili da fermare. Ieri Allegri si è reso conto, che contro una squadra che fa sempre gol devi cercare di farne qualcuno. Per fare ciò ha snaturato la squadra ed è andata a finire male. Tutto molto simile alla notte di Cardiff dove non c’era gioco e la Juventus andava solo di ripartenza”.

Oggi si è giocato anche il derby di Milano. Come ne escono le due squadre?

“E’ stato un bello 0-0, a me è piaciuto. Brozovic è diventato un altro centrocampista, Gagliardini è tornato ad essere un giocatore importante in qualunque chiave. Se Icardi avesse fatto il centravanti che è, allora questa sera il risultato sarebbe stato diverso. Icardi lo vedo come centravanti ideale del Real Madrid, dove può usufruire anche dello spazio che gli viene dato dall’avere come compagno un giocatore come Cristiano Ronaldo, nell’Inter invece è molto condizionante per una squadra che deve finire di costruirsi”.