Napoli, Insigne: “Troppe cattiverie sulla città. Scudetto unico obiettivo. Chiedo scusa a Maradona”

| 19/02/2018 19:20

napoli insigne

Napoli, Insigne e la sua lettera a “The Players’ Tribune”

Napoli, Insigne – “Prima di cominciare questa storia devo chiedere perdono a Dio. Per Dio, intendo “D10S”…Diego Armando Maradona. E voglio chiedere perdono anche a mio padre”. Comincia cosi’ Lorenzo Insigne la sua lettera aperta a The Player’s Tribune, sito di microblogging per sportivi professionisti. “Gli chiedo perdono perché quando avevo otto anni ho commesso un peccato. Forse per la maggior parte della gente non lo sarebbe ma se cresci a Napoli, soprattutto negli anni in cui io ero bambino, lo è eccome. Avevo appena iniziato a giocare nella scuola calcio della mia zona e desideravo tanto delle vere scarpe da calcio. Non le avevo, perché in realtà non sarei neanche dovuto essere un membro di quella scuola. Ero troppo giovane, e sicuramente troppo piccolo di statura. Ero “bassino”, come diranno tanti”.

Napoli, Insigne e le scarpette di Ronaldo

“A me – continua – però non importava. Io volevo giocare a calcio a tutti i costi e volevo un paio di scarpe in particolare: le R9. Erano le scarpe del Fenomeno, Ronaldo. Ve le ricordate? Di colore argento, blu e giallo. Una vera icona: Ronaldo aveva appena giocato il Mondiale del ’98 in Francia con quelle scarpe e io non parlavo d’altro.“Papà, per favore, ti prego, prendimi le scarpe di Ronaldo”. A Napoli Diego era come un Dio. Mio padre voleva che io prendessi delle semplici scarpe da calcio nere come quelle che indossava Maradona. Avete presente, no? Ma io non lo avevo visto giocare, ero troppo piccolo e gli rispondevo: “No papà, non hai capito. Ronaldo è il migliore”. Mi dispiace papà! Mi dispiace Diego! Ma quelle prime scarpe…mamma mia. Indossarle era una sensazione indescrivibile: nella mia testa mi dicevo “va bene, forse sono basso e la mia famiglia ha origini umili, magari non sono nemmeno bravo a giocare ma ora indosso queste scarpette, le stesse che usa Ronaldo, il Fenomeno. Forse un giorno potrò diventare forte come lui”.”

Napoli, Insigne e il rapporto con la maglia azzurra

“Sono sei anni che indosso questa maglia e provo ancora la stessa emozione ogni volta che segno un gol per il Napoli. Sono fiero di essere di questa città. Sapete, a volte sento alcune persone parlare male e dire cattiverie discriminatorie su Napoli: per me è molto frustrante perché non conoscono la città, le persone buone e quelle meno buone si trovano dappertutto”. Continua cosi’ Insigne su The Player’s Tribune. “Per me – aggiunge l’azzurro – questa è la città più bella del mondo: abbiamo il sole, il mare, si mangia bene. E se non credete a me, la prova sono i miei compagni: magari alcuni arrivano qui con un po’ di timore perché sentono parlare male di Napoli, ma guardate quanti giocatori sono rimasti qui, invece di trasferirsi in club più grandi. Alcuni di loro sono qui da 3 o 4 stagioni e non vogliono andarsene. Il nostro capitano Hamsik vive qui da 11 anni. Quando chiedo ai miei compagni perché vogliono rimanere loro mi dicono: ‘Amo questa città, amo la vita qui, amo i tifosi del Napoli’.”

Insigne e la delusione per il mancato approdo ai Mondiali della Nazionale

“Ora il mio unico obiettivo è vincere lo scudetto con il Napoli. Lo voglio fare per la mia città, il mio paese, i miei amici, la mia famiglia e per i miei figli: questa città ha bisogno di vincere”. Ribadisce Insigne nel suo lungo post su The Player’s Tribune, sito di microblogging per sportivi professionisti. Insigne nel post racconta gli inizi della sua carriera e le difficoltà per sfondare nel grande calcio, ma guarda anche al presente e a questa stagione che finora ha portato la delusione della mancata qualificazione a Russia 2018: “E’ stato molto doloroso non qualificarsi al Mondiale con la nazionale e non c’è nulla che posso dire per esprimere tutta la mia delusione. Mi fa ancora arrabbiare, perché avrei voluto vivere un Mondiale da protagonista dopo quello in Brasile in cui ero giovane e avevo giocato poco. Ma devo chiudere quel capitolo e concentrarmi per cercare di vincere il tricolore con il Napoli, il primo della mia vita”.


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