Torino, Mazzarri e la spia a Bogliasco

Torino, Mazzarri osserva il suo prossimo avversario. O meglio lo spia, anche se non in prima persona. Come rivela la Gazzetta dello Sport, ieri il tecnico granata ha inviato un suo uomo di fiducia a spiare l’allenamento della Sampdoria. Giubbotto scuro, cappellino blu e binocolo potente e preciso. Ecco la spia di Mazzarri, appostata a tarda mattinata sulle alture di Bogliasco ad osservare furtivamente l’allenamento di rifinitura della Sampdoria. Dalla descrizione di chi lo ha visto da vicino nasce un identikit piuttosto preciso dell’incursore granata che sembra condurre dritto a Roberto Miggiano.

Torino, mazzarri

Ex difensore di Lecce, Avellino ed Empoli ed ex tecnico della Primavera del Napoli, da qualche anno stretto collaboratore di Mazzarri come osservatore esterno, ruolo che ha ricoperto prima all’Inter, poi al Watford ed ora al Torino. A tradirlo, di fronte agli occhi dei passanti, è stato il comportamento furtivo, le finte telefonate che ne dissimulavano le intenzioni, l’andirivieni nel bosco sovrastante il campo di allenamento blucerchiato alla ricerca della posizione migliore per scrutare le mosse di Giampaolo.

Torino, Mazzarri e la spia. Giampaolo smentisce

Del resto a Bogliasco le idee di Mazzarri sono un ricordo ancora piuttosto fresco, così come la sua ossessione alla cura del particolare, che comprendeva, già allora, lo studio sistematico delle mosse dell’avversario. «Io non ci credo – afferma con sicurezza Marco Giampaolo -. Nessuno ormai usa più questi sotterfugi. Sono cose anacronistiche, rese inutili dalle possibilità offerte dalla tecnologia, quantomeno in Serie A. Nelle serie minori è diverso, anch’io, in passato, avevo fatto ricorso a simili espedienti. In ogni caso poco importa, la spia ha sbagliato momento, sarebbe dovuta venire ieri non oggi».