Inter, fumata grigia per Rafinha: il Barça chiede 40 milioni. Si riavvicina Ramires

| 13/01/2018 08:15

Per Rafinha la trattativa si complica e l’Inter si tutela

Il primo round col Barcellona si è risolto in una fumata grigia, a essere ottimisti. Non è nera soltanto perché Mazinho, padre e procuratore del giocatore, ha ottenuto precise garanzie sul fatto che il Barça lascerà partire il figlio in prestito gratuito. I problemi sono arrivati quando è stata presentata l’offerta dell’Inter, con tanto di riscatto a 20 milioni più 3 di bonus legati alle presenze che collezionerà Rafinha in nerazzurro.

Perché, nonostante il ragazzo non metta piede in campo dal 2 aprile, per il Barça Rafinha resta un top player e, come tale, viene valutato 40 milioni. Questo perché, come anticipato al Mundo Deportivo da un dirigente del club in forma non ufficiosa. “Il club non ha interessi economici e tecnici nel vendere Rafinha, lo farebbe solo per un’offerta soddisfacente. Che tenga conto della giovane età del giocatore (24 anni) e delle prospettive di rilancio con il Mondiale alle porte”.

Una sparata, d’accordo, peraltro figlia del gioco delle parti. Però quanto accaduto fa capire come il Barcellona voglia mantenere il controllo del giocatore. Ben sapendo che l’Inter non può garantire l’acquisto con la “recompra”. L’Inter però può contare sul sì del giocatore che vuole rilanciarsi in nerazzurro anche alla luce dell’ostracismo di Valverde. Che non l’ha mai voluto utilizzare nonostante Rafinha lavori in gruppo da un mese e mezzo.

DIFFICILE A MENO DI 28

Vista la distanza sull’entità del riscatto, le parti dovranno necessariamente rivedersi. E il week end sarà l’occasione all’Inter per riflettere su costi e benefici dell’operazione. Affare che avrebbe un senso se il riscatto fosse economicamente sostenibile. Pur dovendo essere onorato entro il 30 giugno (almeno con la prima rata) quando l’Inter dovrà principalmente pensare a rientrare nei paletti imposti dal fair play Uefa.

L’Inter – che già coltiva qualche legittima perplessità sulla tenuta del giocatore – ha bisogno di un rinforzo nell’immediato. E non può certo permettersi di aspettare marzo per vedere Rafinha al 100% sapendo di non poterlo riscattare. Viste le richieste del Barcellona, è difficile pensare che si possa chiudere per un riscatto inferiore ai 28 milioni (bonus inclusi), il che renderebbe non facilmente praticabile la possibilità di vedere Rafinha anche in futuro vestito di nerazzurro.

PRESTITO A 18 MESI?

Occorre quindi farsi venire un’idea per rendere sostenibile economicamente e tecnicamente l’architettura dell’operazione. La strada più facile da percorrere potrebbe essere quella del prestito a diciotto mesi. Soluzione che potrebbe essere praticabile alla luce del fatto che Rafinha abbia un contratto con il Barcellona in scadenza nel 2020. Accordo che potrebbe anche essere allungato di un’ulteriore stagione prima dell’eventuale partenza per Milano. Anche in questo caso però la cifra del riscatto per l’Inter deve essere però parametrata al valore attuale del giocatore, valore che non può non tenere conto del fatto che Rafinha non metta piede in campo da ormai nove mesi. Questo anche perché Suning non ha alcuna intenzione nel riportare al top un giocatore per poi riconsegnarlo al Barça.

PIÙ FACILE RAMIRES

Decisamente meno complicato il gioco a incastri che dovrebbe portare Ramires a Milano entro la fine del mercato. Qui l’ostacolo principale è legato alla necessità da parte dello Jiangsu di trovare un sostituto al brasiliano che, come già detto a Fabio Capello, considera chiusa la sua avventura in Cina. Suning però non può rinforzare l’Inter a discapito della squadra della casa madre: toccherà a Sabatini e Massara trovare l’uomo giusto per convincere Zhang a mollare Ramires. Il tutto nella convinzione che alla fine il matrimonio si farà.

Fonte: Tuttosport


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