Verona, Kean: “Buffon mi chiama ‘cucciolo’, stimo Ibra e Balotelli”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:45

Verona, Kean si racconta a Tuttosport

Gioiellino del Verona, Kean è uno dei talenti più interessanti del calcio italiano. Attaccante classe 2000, è di proprietà della Juventus che ad agosto lo ha ceduto in prestito alla formazione scaligera. Moise deve crescere e farsi le ossa ed in terra veneta lo sta facendo. In gialloblu ha raccolto quattordici gettoni di presenza con due gol, uno dei quali realizzati al Milan dell’amico e coetaneo Donnarumma. Ai microfoni di Tuttosport, il giocatore di origini ivoriane s’è raccontato a trecentosessanta gradi.

Verona, Kean e i tanti minuti giocati

«Sinceramente, quando ho scelto il Verona, non ho fatto calcoli, mi sono detto semplicemente: “Vado là per guadagnarmi il posto”. Sono soddisfatto di questi mesi,
ma posso e devo dare di più per la squadra e per i tifosi. Ho 17 anni e so di dover migliorare ancora molto. Calcio quasi sempre di destro. Sul sinistro devo lavorare».

Verona, Kean su Donnarumma

«Gigio è un amico. Abbiamo parlato prima della partita, poi non ci siamo più incrociati.
E’ uno dei portieri più forti al mondo. Più che far gol a lui è stato emozionante
segnare contro il Milan. Ma lì per lì il primo pensiero è stato: “Adesso devo provare
a farne un altro, dobbiamo vincere”».

Verona, Kean su Raiola

«Mino mi dice sempre di giocare il mio calcio e di prendere esempio da un campione come Ibrahimovic. Ci ha fatto conoscere, andiamo molto d’accordo Zlatan ed io».

Verona, Kean su Ibra

«Di lui vorrei avere la serietà nel lavoro e la cattiveria. Tra i miei attaccanti preferiti c’è anche Balotelli e pure con lui ho un buon rapporto. Di Mario apprezzo la tecnica e la velocità. Mi piace Mario come attaccante. Ma lui è Balotelli e io sono Kean».

Verona, Kean e la sfida con la Juventus

«Se segno non esulto. Vorrei scambiare la maglia con Marchisio o Buffon, anche se ho letto che Gigi forse non recupererà. Con me è sempre speciale, mi ha soprannominato
cucciolo e mi ha trattato come un figlio l’anno scorso. Per la differenza di età in teoria potrei esserlo davvero. E’ talmente alla mano che finisco per dargli
del tu anche io».