Sliding doors: storie di mercato mai concluse – Kakà al City, se mi lasci non vale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:00

Il gennaio del 2009 sarà ricordato per sempre dai tifosi del Milan, che hanno passato giorni da incubo in attesa della decisione di Kakà.

“Se mi lasci non vale”, potrebbe cominciare così la prima puntata della rubrica di Calciomercato24 dedicata ai trasferimenti di calciomercato dati già per fatti, ma che poi non ci sono mai stati. E non potevamo che cominciare con una delle trattative che più hanno catturato l’attenzione dell’Italia pallonara negli ultimi anni: la cessione di Kakà dal Milan al Manchester City. La dedica, sulle note di Julio Iglesias, è quella fatta dai tifosi rossoneri al brasiliano.

Stagione 2008/09, dopo sei anni consecutivi di partecipazione alla Champions League, il Milan si ritrova a disputare l’allora Coppa UEFA. Ma a gennaio accade quello che nessun tifoso milanista dimenticherà mai. All’alba del nuovo anno, Ricardo Isecson Leite, per tutti Kakà, due stagioni prima vincitore del Pallone d’oro, riceve una telefonata.

Kakà e quella scelta che avrebbe potuto cambiargli la carriera

Dall’altra parte riconosce subito la voce emozionata del padre, allora suo agente. “Ricky, ti vuole il Manchester City”. “Come?”. “Hanno fatto pervenire un’offerta pazzesca al Milan”. Una di quelle che non si possono rifiutare. E nessuno intende farlo. Kakà non risponde. Davanti agli occhi del brasiliano passa tutta la carriera. A cominciare dal momento più brutto, ovvero la notte di Istanbul. Quel 3-0 a fine primo tempo diventato 3-3 passato tristemente alla storia di questo sport. Ma anche quelli belli. La rivincita sui ‘Reds’ e sul Destino solo due anni dopo. Il Pallone d’oro, lo scudetto. E adesso? Adesso se mi lasci non vale. Ma dipende solo da te. Dipendeva solo da lui.

Passano i giorni e la notizia fa il giro del mondo. I tifosi del Milan pensano a un incubo. Non può finire così. Perdere Kakà è qualcosa in cui credere risulta impossibile. Eppure la possibilità è concreta. Berlusconi ha detto sì. Galliani obbedisce. Perché 115 milioni di euro (c’è chi disse anche 130) non sono qualcosa su cui poter riflettere neanche per un secondo. Prendi e scappi. Anzi, firmi e scappi. Ecco, manca la firma di Ricky. “Spetta al giocatore decidere”, dicono da via Turati, mentre il brasiliano comincia a titubare e a rispondere sempre meno. Se non altro in maniera sempre meno chiara: “Se mi vendono, vado”.

La telefonata di Berlusconi su Kakà che ha fatto la storia del mercato e della tv

Parole che sanno di addio. Di quelle per cui da un momento all’altro ti aspetti solo che qualcuno faccia la mossa finale. Fino al 19 gennaio. Quando, in diretta televisiva, Aldo Biscardi, durante il suo ‘Processo’, interviene Silvio Berlusconi. “Kakà rimane al Milan”. Quattro parole che certificano un finale a sorpresa, che spiazza tutti. Forse anche lo stesso sceicco Mansour, proprietario del City. Ma che, senza dubbio, fa la felicità di tutti i tifosi. Esaltati a dir poco quando il brasiliano si affaccerà dalla finestra di casa, esponendo la sua maglia numero 22, che verrà vista come uno dei simboli più grandi di fedeltà.

Se non altro per i successivi cinque mesi. Che, però, devono essere sembrati a quegli stessi tifosi, come cinque minuti. Sì perché la notte tra l’8 e il 9 giugno 2009 viene annunciato ufficialmente l’acquisto di Kaká da parte del Real Madrid per 67,2 milioni di euro. La metà, forse anche meno, rispetto a quanto avrebbe pagato il City. E questa volta, di fronte a un progetto realmente irrinunciabile per il giocatore, ‘Se mi lasci non vale’ ci sta davvero tutta. Perché in fondo “…se un uomo tradisce, tradisce a metà. Per cinque minuti e non eri più qua”.

a cura di
Francesco Monaco.