Milan senza pace: quello di Montella è il sesto cambio tecnico dal 2014

| 28/11/2017 07:48

Dentro Gattuso e fuori Montella. Ieri il Milan ha deciso di cambiare ancora una volta la guida tecnica per cercare di dare una scossa all’ambiente. Da gennaio del 2014, quando fu esonerato Allegri, la panchina dei rossoneri non ha più avuto pace. Ieri è andato in scena l’ennesimo ribaltone, ovvero il sesto.

Milan, si cambia ancora: la cronostoria dell’avvicendamento Gattuso-Montella

Parlare di fulmine a ciel sereno sarebbe esagerato, perché Vincenzo da tempo dipendeva strettamente dai risultati – che arrivavano col contagocce – e dalla classifica – sconfortante in relazione agli obiettivi dichiarati del club –, ma il pareggio col Torino a prima vista non pareva aver messo l’epitaffio sulla sua avventura.

Fassone e Mirabelli hanno effettuato le loro valutazioni, culminate con una videoconferenza notturna con la Cina, dove di concerto con il presidente Li Yonghong è stata posta la parola fine alla storia rossonera di Vincenzo. La separazione costerà al Milan ovviamente l’ingaggio di questa stagione e poi dovrebbe essere impugnata una clausola per la quale il club può liberarsi dal tecnico per poco più di un milione in caso di mancata qualificazione in Champions. Di certo un epilogo amaro per un allenatore che a fine maggio aveva rinnovato il contratto per un altro anno. Montella, molto banalmente, paga quelli che sono i numeri attuali in campionato del Milan. Nove punti in meno rispetto all’anno scorso, sei sconfitte su sei contro le squadre che precedono in classifica, vittoria casalinga che manca da oltre due mesi, ultime quattro partite a San Siro senza gol. Ma, soprattutto, paga la mancata messa a frutto del faraonico mercato estivo, in seguito al quale la parola pazienza ovviamente non poteva avere vita lunga.

Adesso spazio a Gattuso che dovrà cercare di dare entusiasmo e carisma all’ambiente. Ieri Rino è stato avvisato mentre era ospite nel carcere di San Vittore nell’ambito del progetto Sport e Carcere del Csi di Milano, in un’aula del terzo raggio davanti a una cinquantina di detenuti e detenute che pendevano letteralmente dai suoi occhi. Un incontro di oltre un’ora in cui Gattuso ha discusso di sport e vita, fino a quando è entrato un agente di polizia penitenziaria (milanista, pare), che ha interrotto la chiacchierata: “L’hanno appena detto alla radio, Montella è stato esonerato e lei è il nuovo allenatore!“. Gattuso in pratica ha ricevuto i primi complimenti così, dal momento che il cellulare era stato lasciato chiuso e spento all’ingresso, come da regolamento carcerario per gli ospiti.

C’è stato ancora il tempo di fare qualche palleggio e tirare un paio di rigori, e poi Rino ha preso la direzione di Milanello, dopo aver riacceso un telefono che scoppiava di messaggi. Poi lo strano pranzo con Mirabelli e Montella e una lunga, lunghissima chiacchierata con il d.s. per iniziare a gettare le basi di lavoro. Anche perché, se l’allenamento di ieri è stato diretto dal neo preparatore atletico Innaurato, quello di oggi (cancellato il giorno libero della squadra) toccherà a lui. Ma, soprattutto, toccherà a lui domenica a Benevento, nella sua prima partita di Serie A della carriera. Al Milan, dopo Allegri, Seedorf, Inzaghi, Mihajlovic, Brocchi e Montella, si augurano che l’incubo sia finito.

Fonte: Gazzetta dello Sport


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