Torino, Cairo: “Oggi nessuno verrà eletto, Malagò la deve smettere di decidere da solo”

| 27/11/2017 11:20

Intervenuto all’Assemblea di Lega, Urbano Cairo, presidente del Torino, ha rilasciato alcune dichiarazioni.

Le parole di Cairo:

“Presidente della Lega e modello Premier? Io credo che dobbiamo ragionarci bene e ne parleremo oggi. Non ci sono al momento i presupposti oggi perché verranno presentati i candidati dalla società di ricerca che ha lavorato con noi e poi i partecipanti non voteranno subito ma aspetteremo qualche giorno. Non sarà oggi il giorno dell’elezione dell’amministratore delegato. Però per quanto riguarda l’ipotesi che il calcio italiano possa fare come in Inghilterra, uscendo dalla Federazione avendo un rapporto organico con la stessa, è una soluzione che va valutata a fondo. non penso che il calcio, che oggi fornisce fondi importanti allo stato e alle altre leghe, possa subire un danno evidente, anche come vetrina, con l’uscita dal mondiale,. avendo solo 12% di peso nell’elezione del presidente federale. Il calcio di Serie A deve avere un peso maggiore, come accade in Premier o come accade nella Liga che ha molta più incidenza nelle elezioni federali”.

E continua:

“I fondi del Coni? Mi rendo conto che i fondi siano pochi ma tagliare al calcio non credo sia giusto vista la contribuzione fiscale che dà allo stato, non penso neanche che sia lungimirante. Tutto è da tenere in considerazione e da fare nel modo più efficiente possibile, però tutti questi tagli vanno forse ragionati e valutati in modo diverso. E’ il momento di cancellare le formule del passato? Le cose devono essere cambiate radicalmente. Non siamo nella direzione giusta. Basta pensare a Belgio e Svizzera che sono ai Mondiali con molta meno popolazione. Noi abbiamo maggiore tradizione e avremmo dovuto fare di più e meglio. Serve un cambiamento radicale anche in Serie A. L’utilizzo delle cariche non manageriali ci ha portato ad avere una Lega Italiana che cinque anni fa era la seconda in Europa per diritti tv e ora ci sono passati avanti la Germania e la Spagna. Abbiamo perso terreno perché abbiamo gestito male tutto. Non è detto che non sia recuperabile, perché il nostro calcio piace, ma ci vogliono interventi diversi, manageriali, che seguano le richieste del pubblico estero”.

Ed infine:

“Nomi per le presidenze? Io non ho i nomi. Ci sono due commissioni che hanno individuato dei nomi validi che però non posso dire. Ne parleremo in assemblea e vedremo in che tempi riusciremo ad eleggere. Siamo in dirittura d’arrivo. I nomi saranno conosciuti e dovranno uscire a breve. Dobbiamo capire quali sono però le maggioranze, il 70% è troppo per arrivare all’elezione. Lungo commissariamento chiesto da Malagò? Siamo già commissariati come Lega, forse si riferiva alla FIGC, poi però si è fermato. Io ho stima in Malagò, ma credo che debba essere rifondato tutto lo sport italiano. C’è da ripensare tutto, bisognerà mettere mano anche ad altre cose. Non solo il calcio deve essere rifondato, ma tutto lo sport nostrano. Dobbiamo ragionare e pensare il nostro futuro. Poi se sarà da commissionare lo vedremo, se ci sono le condizioni ecc. Però qui dobbiamo capire che non c’è nessuno che possa fare il primo della classe. Riduzione del campionato a 18 squadre come priorità? In Germania lo hanno fatto, ma in Inghilterra e Spagna sono venti e quindi non c’è una ricetta buona valida per tutti. Non penso sia la soluzione ai problemi, però parliamone. Io dico che il calco italiano merita di più, deve guadagnare almeno il doppio dai diritti tv. Quando aumenteranno le risorse, perché le meriti, allora il campionato può restare a 20. La cosa da fare è incrementare le risorse. Va aumentata la torta, poi vanno bene anche 20 squadre”.


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