West Ham, Ogbonna: “L’Inghilterra sta diventando anche tattica”

| 23/11/2017 17:40

Le parole di Ogbonna

Ha parlato ai microfoni di Tuttosport il difensore centrale del West Ham, Angelo Ogbonna. Ecco le parole dell’italiano ex Juventus:Si dice da sempre che in Inghilterra conti più il fattore atletico, il dinamismo, mentre da noi in Italia, è sempre stato preminente l’aspetto tattico. Ebbene, con la decisione di alcuni club inglesi di scommettere su alcuni tra i tecnici più forti del mondo del calcio anche la parte tecnico tattica ha acquisito via via sempre maggior importanza. E’ un passo tutto sommato ovvio: quando sei forte atleticamente è normale che si tenti di migliorare la tattica. Tre anni fa quando mi prospettarono la chance di trasferirmi a Londra sposai subito l’idea con entusiasmo. Ero convinto che mi avrebbe fatto bene: ero certo che a livello personale andare a lavorare in un altro paese mi avrebbe reso una persona più completa, migliore. A livello professionale, poi, la Premier è da sempre un campionato top. Nell’Inghilterra ho visto anche questo: un trampolino di lancio. Date un’occhiata ai nomi dei giocatori che giocano qui: troverete i protagonisti di quasi tutte le nazionali. Il West Ham, Londra, la Premier erano occasioni a cui non si poteva dire di no. E non mi sono mai pentito». 

Sull’esperienza inglese

“Che problema abbiamo? Beh, non riusciamo a fare punti! Il West Ham è una squadra con un potenziale clamoroso. Il potenziale, però, va allenato e sfruttato. Ci auguriamo tutti che con Moyes le cose possano andare meglio. Ci è mancata un po’ d’organizzazione, che nel calcio è fondamentale. Se può influire l’aver abbandonato Boleyn Ground per Olympic Stadium? Credo sia fisiologico: per adattarsi ai cambiamenti serve tempo. Avete visto il Tottenham? Adesso che giocano a Wembley in attesa del riammodernamento di White Hart Lane fanno una fatica bestiale a vincere. Wembley in confronto allo storico impianto degli Spurs è grande come un aeroporto! Per questo se mi chiedete quale sia lo stadio più bello in cui abbia giocato vi rispondo Wembley, mentre l’atmosfera più incredibile che ho respirato è quella di Anfield. Mi ha segnato il mio debutto in terra scouser: vincemmo 3-0, i tifosi del Liverpool cantavano a squarciagola “You’ll never walk alone”. I nostri supporters cantavano ancora più forte “Forever blowing bubbles”. Non lo dimenticherò finché campo. Non abbiamo un leader vero e proprio. Certo quando parla capitan Noble nello stanzone non vola una mosca. Lui è nato e cresciuto in questo club, ha fatto tutta la trafila fino a diventarne il capitano: merita rispetto. La nostra guida è, però, il 12° uomo in campo, la nostra gente. Andate a cercare su youtube i video dell’ultima partita che abbiamo giocato a Boleyn Ground contro lo United: la rimontammo da 1-2 a 3-2 dando il via a una festa pazzesca. Vogliamo tornare a dare soddisfazioni di questo genere ai nostri supporters”.


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